Sarà pronta tra meno di due anni la nuova sede della Corte dei conti dell’Umbria, nel cuore del centro storico di Perugia. Nelle scorse ore è stata infatti delimitata l’area di cantiere in via Baglioni, di fronte a quel Palazzo Monaldi che diverrà il cuore operativo della magistratura contabile. Lavori che, tra l’altro, chiudono una lunga e tribolata storia del palazzo andata avanti per quasi 20 anni.
Il cantiere L’avvio del cantiere giunge dopo una svolta organizzativa impressa dalla stessa magistratura contabile. Nella primavera del 2025, l’organo di controllo ha scelto di gestire l’operazione in totale autonomia, superando un precedente accordo con il Provveditorato alle opere pubbliche al fine di accelerare i tempi. Questa strada ha consentito di affidare a un unico soggetto sia la progettazione esecutiva sia la realizzazione pratica degli interventi. L’importo complessivo dei lavori sfiora i 2,7 milioni di euro, interamente coperti dal bilancio della Corte dei conti: un investimento destinato ad azzerare i costi degli affitti attualmente pagati per l’attuale sede dell’ente, che si trova in via Martiri dei Lager.
I lavori Dal punto di vista strutturale, l’immobile beneficerà di una riqualificazione profonda per rimediare al lungo inutilizzo. I piani saranno consolidati per adeguarli alle norme antisismiche, la vecchia copertura verrà demolita e ricostruita con una struttura più moderna in acciaio e legno, e si procederà al restauro conservativo della facciata esterna, dei portoni e dei serramenti storici. Gli interni saranno interamente rinnovati per ospitare i nuovi uffici, con l’installazione di un ascensore per abbattere le barriere architettoniche e la creazione di impianti di climatizzazione di ultima generazione, compreso un sistema speciale per proteggere l’archivio situato nel piano interrato. Un cantiere che, stando agli atti approvati, dovrà concludersi entro 660 giorni consecutivi.
Una lunga storia Il recupero di Palazzo Monaldi mette la parola fine a una serie di complesse vicende patrimoniali e giudiziarie iniziate nel 2008. In quell’anno, una società privata acquistò l’immobile per circa 5 milioni di euro, affittandolo due anni dopo al consiglio regionale per una cifra superiore ai 400mila euro all’anno. Nel 2014, a seguito delle riforme nazionali sul taglio dei costi della politica e della riduzione dei consiglieri regionali da 30 a 20, l’amministrazione regionale decise di recedere in anticipo dal contratto di locazione.
La battaglia Da lì partì una battaglia nei tribunali civili. In un primo momento, nel 2019, i giudici condannarono la Regione a pagare circa un milione di euro di indennizzo alla proprietà privata. La situazione si ribaltò l’anno successivo, quando la Corte d’Appello di Perugia confermò la piena legittimità del recesso pubblico per motivi di risparmio istituzionale, liberando l’ente da ogni obbligo di risarcimento. L’edificio rimase comunque vuoto e inutilizzato fino alla fine del 2021, quando l’Agenzia del demanio lo acquistò per conto della Corte dei conti, avviando il percorso di rinascita che si concretizza oggi con l’apertura del cantiere.
