di Francesca Marruco
Una pena pesante quella inflitta all’ex cancelliera del tribunale penale di Perugia Cristina Bigio. La donna, accusata di peculato, falso, calunnia e detenzione ai fini di spaccio è stata condannata a sei anni di reclusione.
Il gup Alberto Avenoso l’ha prosciolta per il reato di calunnia dal gup . La donna, che si trova ancora ai domiciliari, aveva scelto di essere giudicata con rito abbreviato, beneficiando così della riduzione di un terzo della pena. Per l’ex cancelliera, accusata di aver rubato oltre dieci chili di monili d’oro dall’ufficio corpi di reato e di averli rivenduti ai vari compro- oro della città, il pubblico ministero aveva chiesto una pena di sei anni e otto mesi di reclusione.
Alla donna veniva contestato anche il reato di spaccio: per l’accusa si era impossessata di un chilo e 750 grammi di cocaina. Per queste ipotesi accusatorie, i legali della donna, gli avvocati Nicola Marcinnò e Maria Mezzasoma, avevano chiesto l’assoluzione. « Noi riteniamo, e la nostra assistita continua a sostenerlo -ha detto l’avvocato Marcinnò – che per il capo d’imputazione relativo alla droga la sentenza ha riconosciuto la sussistenza di un reato che non sussiste. Attendiamo la motivazione per capire perché le è stato contestato questo reato e per capire qual è il calcolo della pena. Faremo sicuramente appello».
La donna era stata arrestata nell’aprile 2010, qualche giorno dopo le erano stati accordati gli arresti domiciliari inizialmente presso una struttura della Caritas, poi era tornata a casa sua prima di Natale. La donna, nei primi interrogatori in cui aveva ammesso quasi tutto, aveva detto di aver rubato per pagare dei debiti familiari.(Fmr)

