La carenza d’organico, i fenomeni criminali, la situazione carceraria e l’ombra che si allunga della microcriminalità organizzata sull’economie locale. Sono alcuni dei temi al centro dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto di Perugia che restituisce la fotografia dello stato di salute della giustizia in Umbria. Tra molte luci ma anche qualche ombra.  Come quella che si allunga della microcriminalità organizzata sull’economia locale. «In Umbria deve inquietare una criminalità economica diffusa che, come tale, pur non essendo diretta espressione di associazioni ne costituisce terreno fertile sia per l’infiltrazione che per un omertoso dialogo delinquenziale»: lo ha sottolineato il procuratore generale di Perugia Sergio Sottani.

VIOLENZA DI GENERE E CONTRO IL PATRIMONIO I REATI PREVALENTI IN CORTE D’APPELLO

Ad aprire la cerimonia la relazione della presidente facente funzione della Corte d’appello, Claudia Matteini che ha ricordato come «dopo anni caratterizzati da restrizioni determinate dall’emergenza sanitaria, si è tornati a celebrare l’inizio dell’anno giudiziario con una cerimonia aperta al pubblico che ne sottolinea ancora di più l’importanza non solo per la magistratura ma per l’intera collettività».

Presenti, tra gli altri, i presidenti della Regione Umbria, Donatella Tesei, e dell’Assemblea legislativa, Marco Squarta, il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, i rappresentanti del Csm, Marcello Basilico e del Ministero della giustizia, Nicola Selvaggi.

Un anno importante il 2023 e che ha visto l’entrata in vigore della riforma Cartabia, con punti di forze e debolezza e gli uffici giudiziari umbri hanno dovuto fare i conti con la riorganizzazione. La presidente ha anche denunciato importanti scoperture tra il personale d magistratura. Anomala la situazione del tribunale di Spoleto dove non risultano formalmente scoperture, ma l’attuale pianta organizzativa risulta inadeguata rispetto alle accresciute dimensioni del circondario.

«Anche nel Distretto umbro l’apertura dell’anno giudiziario ha confermato la necessità di interventi efficaci e non di spot divisivi per far funzionare la giustizia». Lo ha detto il senatore Walter Verini, segretario della Commissione Giustizia e Capigruppo Pd in Antimafia. Il senatore dem ha sottolineato le parole del procuratore Sottani «che hanno espresso tutta la preoccupazione per interventi in corso del Governo che mettono in discussione il funzionamento della giustizia, come quelli sulla prescrizione, come la messa in discussione delle riforme Cartabia, come quelli legati all’equilibrio tra riservatezza degli atti e libertà di informazione, come l’abolizione totale dell’abuso di ufficio. Molte critiche, giustamente, anche a interventi populisti e demagogici, legati a fatti di cronaca (da Cutro ai rave, dagli imbrattatori ai reati di strada..) che rispondono ad un modo populista del Governo di guidare la Giustizia italiana, minando anche l’indipendenza della magistratura. Da non sottovalutare infine, i richiami ai rischi di penetrazione delle organizzazioni criminali nell’economia».

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