Palazzo Donini vara la riforma

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Da sei società partecipate a una sola in house, più competitività ed efficienza, ridefinizione dei compiti ed abbattimento dei costi, anche di quelli per il minor management necessario, di almeno il 20%. Il settore informatico e tecnologico che fa capo alla Regione cambia pelle: le novità, dopo lunghi mesi di tira e molla e tensioni, specialmente sul fronte di Webred, sono state illustrate mercoledì mattina dall’assessore regionale Fabio Paparelli ai sindacati. Tra gli scenari, almeno tre, presi in considerazione nelle ultime settimane nero su bianco ne è stato messo uno. Un riordino definito «funzionale e strategico», con l’obiettivo dichiarato di semplificare e sfoltire il numero dei soggetti che operano nel settore. Una riforma in parte «obbligata» da quanto stabilito dal governo per le società in house attraverso il decreto legge Bersani del 2006 e quello più recente sulla spending review. Tre sono i punti cardine di una riorganizzazione che coinvolge Webred, Centralcom, Hicom, il Consorzio Sir e anche la Scuola di amministrazione Villa umbra.

La riforma Secondo quanto riferisce il sindacato, che innanzitutto giudica «positiva» la riapertura del dossier e quindi del dialogo dopo i mesi di stop in seguito alla candidatura al Senato di Gianluca Rossi, il primo punto riguarda il mondo della sanità. In questo caso dovrebbe essere creato un consorzio («Umbria sanità» tra i nomi che circolano) dove confluirà Webred Servizi, il ramo della casa madre che si occupa dei servizi informatici per la sanità (come il Cup). Una società la cui proprietà sarà interamente trasferita alle aziende sanitarie e a quelle ospedaliere. Un secondo consorzio, partecipato interamente dalla Regione e che potrebbe chiamarsi «Umbria digitale», aggregherà la parte di Webred rimasta (tolta cioè quella dedicata alla sanità), Centralcom, il ramo dei servizi informatici di Umbria servizi innovativi oltre a quello di Hiweb non venduto.

L’amministrazione pubblica L’ultimo punto è quello che riguarda l’amministrazione pubblica. Anche qui sorgerà un consorzio ad hoc che accorperà il consorzio Sir insieme alla Scuola Villa umbra di amministrazione pubblica. Uno degli obiettivi del riassetto, come accennato, è  l’aumento della competitività, da raggiungere attraverso dei business plan pluriennali. Il termine ultimo per portare a termine il riassetto, così come impongono le norme è quello del 31 dicembre di quest’anno. Entro quella data il pacchetto, dopo una discussione che va avanti da almeno due anni, dovrà avere il via liberà. L’attenzione dei sindacati intorno al dossier è alta, anche perché in ballo ci sono molti posti di lavoro. Nel corso dell’incontro a Cgil, Cisl e Uil, che ora dovranno discutere coi lavoratori del merito della riforma, è stata assicurata la salvaguardia dei posti di lavoro.

Paparelli: riordino importante «Occorre procedere con sollecitudine alla riorganizzazione del sistema regionale delle Ict – ha spiegato poi giovedì in una nota Paparelli – creando le condizioni per efficientare maggiormente il comparto, attraverso la costituzione di tre nuovi soggetti consortili che assolvano al duplice obiettivo di razionalizzare le risorse a disposizione e mettere a sistema le diverse professionalità dando nuovo impulso ad un settore strategico per istituzioni e cittadini». «Questo importante processo di riordino dell’intero comparto – aggiunge -, al termine del quale rimarrà, di fatto, un’unica società “in house” totalmente partecipata dalla Regione con nuova mission e nuovo marchio, si concluderà entro l’anno con un aumento atteso in termini di operatività dei soggetti riorganizzati, della partecipazione del mercato locale Ict, dell’Università e dei centri di ricerca, concorrendo così alla competitività dell’intero sistema Umbria».

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