Francesco Insalata

di Ivano Porfiri

Fino a sei giorni prima del voto erano con noi, anzi, erano i più accaniti nel sostenere l’indipendenza. Poi hanno cambiato idea, ci spieghino perché». Non ci sta Francesco Insalata, 23 anni di Cariati, studente di Farmacia e neo vicepresidente del Consiglio degli studenti dell’Ateneo perugino, a farsi accusare di un accordo sottobanco per far eleggere Martina Domina della Sinistra universitaria Udu a presidente. Contro di lui parole di fuoco si erano sollevate sia da Idee in Movimento che, soprattutto, dagli studenti della Lega, che si sono sfilati dal Fronte per sostenere il candidato di IdM, Alessandro Cicchi.

Francesco, dicono che il voto che hai dato a te stesso abbia fatto vincere la candidata di sinistra. 

«Non capisco queste polemiche. Come esponente dell’associazione Asa (acronimo di Associazione studentesca apolitica, ndr) sono stato orgoglioso di combattere in autonomia, non vedo perché dovevamo essere in coalizione proprio adesso. Da parte mia c’è stata coerenza massima sia per il Fronte che per Asa, che appunto è “apolitica”».

Però che il tuo voto abbia fatto scattare il quorum per la Domina è un fatto. Se avessi appoggiato IdM le cose potevano cambiare.

«Queste accuse sono infondate, avevamo un ideale che abbiamo portato avanti con i nostri elettori. Ci siamo sempre vantati di non essere in coalizione. Il voto a me stesso era per esaltare la nostra non dipendenza da nessuno, per esaltare la nostra coerenza. Ci sono forze molto grosse in campo, la nostra discesa in campo (Asa è un’associazione interna alla facoltà di Farmacia, ndr) era per dare voce a tutti, anche ai dipartimenti più piccoli. Purtroppo loro hanno letto tra le righe cose sbagliate».

Poi hai ottenuto la vicepresidenza ‘effettiva’ con i voti dell’Udu. Per questo viene ventilata una sorta di ‘merce di scambio’.

«Ribadisco: la mia è stata semplicemente una dimostrazione di coerenza, che invece non c’è stata in altri, i quali ci appoggiavano in pieno fino a pochi giorni prima. Mi sento anche offeso a sentire le parole “merce di scambio”. I fatti sono chiari: la presidenza è andata all’Udu e, per dare voce a tutti, una vicepresidenza è stata offerta a me e l’altra all’opposizione. Non è colpa mia se lì c’è una coalizione con tante sigle. Noi siamo studenti universitari, c’è bisogno di lavorare insieme con l’università e per l’università».

Quindi, secondo te, è stata la Lega a voltarti le spalle? Per quale motivo?

«Erano con noi ed erano anche i più accaniti nel sostenere l’indipendenza. Forse pressioni, veri motivi politici non sussistono. Noi siamo stati coerenti su un’unica linea, quella dell’indipendenza, loro erano con noi. Una settimana prima non so cosa sia cambiato, non sono cose che mi riguardano direttamente. Nella vita per me si ha una sola parola, sono cose che possono succedere ma non è di certo colpa mia e nostra».

Ti senti di dire che come vicepresidente rappresenterai anche chi oggi ti accusa?

«Io come vicepresidente lavorerò per tutti e soprattutto per quelli che mi stanno attaccando. Avere astio tra di noi non serve a nessuno, siamo 30 e dobbiamo stare uniti. Lavorerò per Asa, per il Fronte, per Udu, per IdM, per tutti. Fra l’altro, stiamo preparando diversi progetti. C’è da lavorare per migliorare. Vogliamo modernizzazione, ridurre il gap tra studenti e l’ente università, l’università siamo noi, dobbiamo diventare un’unica miscela».

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