Il tema aveva fatto capolino nell’ordine del giorno della giunta regionale di alcune sedute fa: «Proposizione regolamento di giurisdizione nel procedimento promosso avanti il Tribunale di Perugia». Poche righe che erano state notate dal pool di avvocati che cura, per conto del Comitato per la democrazia in Umbria, il ricorso di fronte al Tribunale di Perugia a proposito del cosiddetto Umbricellum, ovvero la nuova legge elettorale regionale finita nei mesi scorsi al centro di lunghe e aspre polemiche. In sintesi, come spiega Michele Guaitini, portavoce del comitato, alla vigilia dell’udienza (che si terrà giovedì alle 12 a Perugia) «la Regione dell’Umbria ha presentato – scrive – un ricorso per “regolamento preventivo di giurisdizione” davanti alle sezioni unite della Corte di Cassazione».
Il ricorso «In sostanza – aggiunge Guaitini – la giunta regionale intende contestare la competenza del giudice civile ad accertare se i cittadini umbri siano pienamente tutelati nel loro diritto costituzionale di voto libero e uguale, chiedendo che a pronunciarsi sia il giudice amministrativo. Un modo subdolo per rinviare la palla in tribuna ed evitare di entrare nel merito della questione, dilatando i tempi in maniera esponenziale e gravando sempre di più sui contribuenti con spese legali via via crescenti per cercare di evitare questo giudizio davanti al tribunale civile». Tutti temi che saranno affrontati giovedì alle 9.45 all’hotel La Rosetta di Perugia nel corso di una conferenza stampa indetta dal Comitato alla quale parteciperanno gli avvocati Besostri, Ricciardi e Pennino.
TUTTO SULLA VICENDA UMBRICELLUM
Ricciardi e Galgano «La Regione – commentano poi Ricciardi e la deputata di Scelta civica Adriana Galgano – continua a cercare artifici legali per evitare che una delle leggi elettorali più incostituzionali d’Italia venga sottoposta al giudizio del tribunale di Perugia. Il tutto con un dispendio notevole di soldi pubblici visti i 15mila euro già versati per le sole parcelle del legale esterno all’Ente, scelto per l’occasione. Ma se la legge è conforme alla Costituzione, che problema c’è nel sottoporla alla Consulta?». Il ricorso in Cassazione è stato fatto sostenendo che «il giudice competente sarebbe il Tar e non il Tribunale civile – dicono i due -, soltanto per allungare i tempi sino a dopo le prossime elezioni e per evitare che un giudice si pronunci sull’Umbricellum. Insomma, la Regione non vuole correre alcun rischio e tenersi questa legge che ha consentito al Pd di eleggere 11 consiglieri su 20 più il presidente della giunta con poco più del 30 per cento dei voti».
