di Daniele Bovi
La cosa certa è che lunedì pomeriggio l’Umbria avrà una presidente, in continuità con una storia politica che va avanti da 24 anni. La storia di queste elezioni invece – le decime dal 1970 – è tutta da scrivere.
In nove Ai nastri di partenza si presentano in nove ma la vittoria sarà una questione tra l’uscente Donatella Tesei, sostenuta dalla destra, e il centrosinistra di Stefania Proietti. Gli altri sette (qui tutti i nomi dei 457 candidati e le liste) si divideranno una manciata di voti. Anche questo però sarà un tema: in un match senza secondo turno vince chi prende un voto in più. A destra alla fine – da Stefano Bandecchi a Forza nuova – sono tutti rientrati nei ranghi; a sinistra tra rossobruni e altre sigle del dissenso più o meno consistenti la sensazione è che alla fine possano rosicchiare qualche voto più a Proietti che a Tesei.
REGIONALI, TUTTI I NOMI DEI 457 CANDIDATI
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Affluenza e sondaggi Molto si giocherà sull’affluenza. Alle 23, secondo le informazioni del Ministero, hanno votato il 37,79% degli elettori in Umbria: 38,41 % in provincia di Perugia, meno in quella di Terni dove sono stati il 35,97 %. Da 30 anni – con l’unica eccezione del 2019 quando sull’Umbria si concentrò un’enorme attenzione mediatica – sempre meno umbri sono andati alle urne e in generale le regionali non scaldano i cuori. I sondaggi che danno la partita aperta – benché con un lieve vantaggio per Tesei (a parte la rilevazione di Swg) – e l’attenzione mediatica potrebbero spingere più umbri a votare? La sensazione è che chi sarà in grado di mobilitare più e meglio in un match così tirato potrebbe vincere. Tesei e Proietti partono pari anche sul numero di liste (sette) e quindi di candidati, ma il loro peso lo si capirà solo lunedì.
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Bandecchi e Comuni E a proposito di numeri attenzione anche alle differenze tra piccoli e grandi comuni. In Umbria nei 15 con più di 15 mila abitanti risiede il 70 per cento dei cittadini, ma anche negli altri 77 più piccoli – dove spesso la destra è forte – balleranno migliaia di voti. Da pesare con attenzione saranno anche i numeri di Bandecchi: la forza elettorale del sindaco finora è stata quella di rappresentare un’alternativa ai due schieramenti in un contesto politicamente disastrato come quello di Terni; altri esperimenti, dalle comunali alle europee fino alla Liguria, sono stati un flop. Se i sondaggi avessero ragione però ogni voto avrebbe un grande peso: a Terni quindi ci si potrebbe giocare un bel pezzo di palazzo Donini. Quanto alle possibili “ricompense” per il sindaco (vedi il decreto sulle università private, ma non solo), si vedrà in caso di vittoria.
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La sanità A dominare la campagna elettorale è stato il tema della sanità. Donatella Tesei e il resto della coalizione saranno giudicati da molti elettori anche e soprattutto per la gestione della sanità, principale arma di attacco scelta dal centrosinistra e da Proietti (nel mirino è finito anche l’assessore veneto Luca Coletto, desaparecido in queste settimane). Scelta fatta anche sondaggi alla mano: in tutte le rilevazioni si spiega infatti che è questa la prima delle priorità per gli elettori. E allora il voto di domenica e lunedì sarà anche una sorta di “referendum” sulla sanità. Il risultato che uscirà dalle urne avrà un’importanza decisiva anche su altri temi in grado di condizionare il futuro dell’Umbria per lungo tempo: dalle scelte sul termovalorizzatore (Tesei è favorevole, Proietti no), fino ad Alta velocità (vedi il dossier MedioEtruria), infrastrutture (dal Nodo al Nodino all’aeroporto e non solo) e a ciò che rimane dell’autonomia differenziata dopo il pronunciamento della Corte costituzionale.
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Temi chiave In ballo c’è anche il futuro di un’Umbria per certi versi ancora nel guado tra problemi strutturali che riguardano l’economia, la demografia, il mercato del lavoro (spesso povero e poco qualificato) e non solo: la buona volontà e le buone idee delle giunte di ogni colore non è in discussione; che basti però il lavoro di una Regione con i suoi limitati mezzi per invertire certi trend è semplicemente utopico. I prossimi anni poi saranno quelli decisivi anche per l’attuazione del Pnrr: finora una vera e propria analisi approfondita dell’impatto che i progetti avranno sull’Umbria e sui suoi problemi strutturali non è stata fatta; prima o poi qualcuno la dovrà fare.
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La politica A livello politico sono molti gli spunti interessanti. Detto della questione Bandecchi, sia Tesei che Proietti sono arrivate alla candidatura in modo tutto sommato tribolato. Un anno fa nel destra-centro – specialmente dalle parti di FdI – erano in molti a pensare a un piano B; poi l’accordo romano dopo la sconfitta in Sardegna e soprattutto la scoppola di Perugia – dopo le quali nessuno era nelle condizioni di alzare il tiro su palazzo Donini – hanno fatto il resto. Il centrosinistra ha invece dovuto penare settimane intere per ottenere il sì tormentato di Proietti, perdendo probabilmente del tempo prezioso. Nelle urne il centrosinistra cerca la conferma dopo amministrative nettamente a suo favore, mentre la destra proverà a evitare un ulteriore e doloroso arretramento dopo la perdita dei due capoluoghi e di altri importanti comuni. Queste per il centrosinistra saranno anche le prime elezioni dopo il ciclone Vittoria Ferdinandi: per Proietti l’effetto trascinamento nei confronti di certo elettorato di centrosinistra “dormiente” potrebbe essere stato inferiore, e anche questo sarà un tema. Ma è anche vero che comunali e regionali sono due cose diverse.
