L'ex presidente della Corte d'appello Wladimiro De Nunzio

di Ivano Porfiri

«Vuoti abnormi». E’ questa l’espressione usata dal presidente della Corte d’appello Wladimiro De Nunzio con cui, durante la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha definito il vero ostacolo per una giustizia veloce ed efficiente, ciò che sta determinando«rallentamenti nell’attività giurisdizionale, l’accumulo di ritardi negli adempimenti di cancelleria e sempre più spesso la riduzione dei servizi al pubblico e o il congelamento di alcune attività». Il giorno dopo arrivano segnali positivi da un altro dei fronti caldi della pubblica amministrazione: le Province e il loro personale in esubero.

I numeri Nella sua relazione De Nunzio ha sottolineato come «mancano oggi ben 139 dipendenti (125 amministrativi e 14 funzionari Unep e ufficiali giudiziari) sui 513 previsti in organico». Vuoti «abnormi» appunto che non possono di certo essere colmati con il primo avviso di procedura di mobilità volontaria del personale della p.a. emanato in settimana e che assegna alle sedi giudiziarie dell’Umbria 18 persone, di cui 6 assegnati al Tribunale di Perugia, 5 al Tribunale di Temi, 4 a quello di Spoleto, una alla Procura di Temi, 1 al giudice di pace di Terni e all’Unep di Perugia. Invece, lo stesso De Nunzio afferma che «più serie aspettative sono riposte nel completamento delle procedure di mobilità relative al personale in esubero delle province di Perugia e Temi in attuazione della Legge Delrio. Tra i circa 700 dipendenti provinciali in eccedenza e da ricollocare, presumibilmente una quota rilevante potrebbe essere destinata prioritariamente agli Uffici giudiziari, come la legge di stabilità prevede».

Province e ostacoli Ecco, appunto. La Legge di stabilità punta proprio a colmare i «vuoti abnormi» denunciati da De Nunzio con il personale in esubero delle Province, ancora alle prese con il loro destino dopo la legge Delrio. Ma finora gli ostacoli non sono certo mancati. Ad esempio sulla copertura finanziaria dei trasferimenti, richiamata durante l’ultimo Consiglio provinciale di Perugia dal presidente Nando Mismetti, visti gli altri «vuoti abnormi»: quelli nelle casse delle Province.

Paparelli: «Novità positive» Ma le ultime ore hanno portato buone nuove sulla possibilità di colmare i 139 posti vacanti nelle sedi giudiziarie. L’assessore regionale alle Riforme, Fabio Paparelli, scrive su Facebook 2 righe importanti: «Province / Ministero interno sblocca debiti verso amministrazioni provinciali per 1,7 miliardi. Annunciata la modifica al bando di mobilità verso i tribunali: costi a carico dello stato!». Per la prima parte, è noto da sabato che il ministero dell’interno ha assunto formale impegno a versare nelle casse delle Province italiane la somma di 1,7 miliardi di euro, risorse corrispondenti al totale di debiti, i cosiddetti «residui perenti», che lo Stato ha nei confronti delle Province per risorse assegnate e mai trasferite dal 1996 ad oggi. Il ministero ha comunicato la decisione assunta nel corso della Conferenza Stato-Città durante la quale ha annunciato di voler versare questa somma ed estinguere il debito con un piano triennale.

Rassicurazioni sui costi Ma è soprattutto la seconda frase, più sibillina, di Paparelli a interessare il settore giustizia. «Conosco il problema – spiega l’assessore a Umbria24 – e mi sono immediatamente attivato per avere delucidazioni. Anche perché è assurdo che in caso di mobilità ci fosse una ripartizione di costi tra ente di partenza e quello di arrivo. E ho ricevuto precise rassicurazioni dagli onorevoli Verini e Rughetti che i costi della mobilità dei dipendenti saranno a carico dello Stato. Tutto questo verrà esplicitato in una circolare in corso di emanazione molto corposa, dove si risponderà a tutti i quesiti sui commi della Legge di stabilità che riguardano le Province, compresi quelli che abbiamo posto la scorsa settimana». Per Paparelli «ci sono i presupposti, anzi l’obbligo per cui i vuoti nel settore giustizia possano essere tutti colmati con personale delle Province». Ciò avverrà con una serie di avvisi successivi a quello richiamato da De Nunzio, che copriranno tutti i 7 mila posti vacanti nei tribunali italiani. «Certo – precisa Paparelli – serviranno dei passaggi come le tabelle di conversione dei livelli, perché parliamo di piante organiche diverse. Ma siamo ottimisti perché si giunga a una conclusione positiva, magari con l’Umbria come esempio dato che siamo regione ‘laboratorio’ per la riforma».

Confronto con la Rsu Certo, tutto deve passare al vaglio dei rappresentanti del personale delle Province, anche alla luce dell’evoluzione dell’applicazione della Legge Delrio a livello regionale. A questo proposito lunedì 26 ci sarà un incontro dell’assessore paparelli con il presidente della Provincia di Perugia Nando Mismetti e la Rsu della Provincia, i sindacati e i consiglieri provinciali. Incontro che si replicherà mercoledì a Terni. Si parlerà dei possibili trasferimenti del personale nei tribunali, così come di prepensionamenti applicando la pre-Fornero. Ma soprattutto della mobilità verso la Regione con la rimodulazione delle competenze. Dall’opposizione a Perugia, Massimo Perari (FI) sottolinea come «se i lavoratori si sentono relegati ad un ruolo marginale la responsabilità è del presidente della Provincia: in un momento di simile incertezza per i lavoratori della provincia Mismetti dovrebbe essere alla concreta ricerca di soluzioni per evitare che possano essere messi a rischio posti di lavoro». Poi il ddl regionale proseguirà il suo percorso con l’appuntamento di venerdì prossimo per il parere di Anci e Cal e lunedì 2 la nuova valutazione dell’osservatorio alla luce della partecipazione, step che precede la pre-adozione in giunta regionale. Nel frattempo ci saranno anche le elezioni per il rinnovo delle Rsu, altro elemento delle fibrillazioni in atto in questo passaggio delicatissimo tra vecchie e nuove Province.

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3 replies on “Tribunali, personale dalle Province: si può fare. «I costi saranno a carico dello Stato»”

  1. MIGLIAIA DI PERSONE SONO MORTE NEL SETTORE PRIVATO SUICIDATE PERCHE’ HANNO PERSO IL LAVORO,NESSUNO NEL PUBBLICO SI E’ MAI SUICIDATO PER LAVORO,QUALCUNO DELLE PA (FORNERO) HA CONIATO PER I …LAVORATORI PRIVATI,NEL DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA IL TERMINE —-ESODATI—– PERCHE’ QUESTO TERMINE VALE SOLO PER I LAVORATORI PRIVATI CHE HANNO PERSO IL LAVORO A UNA CERTA ETA’ E NON PER QUELLI DELLE PA??? PERCHE’ CHI E’ IN ESUBERO NELLE PA NON DEVE PRENDERE IL SUO CURRICULUM E PORTALO ALLE VARIE AZIENDE A RACCOMANDARSI????
    PER QUESTO ESISTE LA SERIA A E LA SERIE B DIRITTI E DOVERI DOVREMMO RIFARE LA REPUBBLICA A L CONTRARIO CHI ORA LAVORA NELLE PA A LAVORARE NEL PRIVATO E VICEVERSA ALLRA SI CHE CAPIREMMO UN PO’ PIU’ TUTTI NOI

  2. PERCHE’ CONTINUARE A TRATTARE DI PENDENTI PUBBLICI DIVERSI DA QUELLI PRIVATI?GLI ESODATI SONO SOLO NEL PRIVATO?NON E’ POSSIBILE NEL 2014 I DIPENDENTI DELLE PA SOLO DIRITTI MENTRE I PRIVATI SOLO DOVERI,EQUIPARARE.SE SERVONO DIPENDENTI COME HA DETTO IL PRESIDENTE DELLA CORTE DI APPELLO SI FACCIA UN CONCORSO ANCHE SOLO PER LE PERSONE CHE HANNO PERSO IL LAVORO NELLE PA (VEDI PROVINCIE) E NEL SETTORE PRIVATO,.MIGLIAIA DI MORTI FRA I LAVORATORI DEL SETTORE PRIVATO PER LA PERDITA DEL POSTO DI LAVORO…NON HO MAI SENTITO DI UNA MORTE DI LAVORATORE PUBBLICO.

  3. Leggo che ai dipendenti della provincia sarà applicata la legge pre Fornero per i prepensionamenti É VERGOGNOSO tutti uniti,chi ha deciso queste cose ê della PA perchè non consultare anche i lavoratori privati,questa è una Repubblica camuffata tutti i lavoratori privati che si sono visti per la legge FORNERO aumentare l’età pensionabile di 6/7 anni e adesso per le province la diminuiranno lmetà pensionabile di 5/6 ani,totale 13 anni di differenza,in una vita di un individuo è inaccettabile riflettete riflettete se questo è giusto. Uguaglianza. Uguaglianza siamo nel XXI secolo,siamo tornati indietro di 200 anni.

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