Tra Pierluigi Bersani e Anna Ascani «volano gli stracci». E lei si smarca dall’origine ‘bersaniana’.
La lite L’occasione è stata quella della buvette del parlamento. Davanti a politici e giornalisti. Lasciando di stucco gli uni e gli altri. E l’eco della disputa avrebbe raggiunto anche i banchi dell’aula. Insomma la parlamentare umbra, prima ‘bersaniana’ (candidata alle parlamentarie umbre con segretario regionale Bottini e sostenuta dai bersaniani), poi ‘lettiana’ e poi, ‘renziana’, almeno con un pezzo di passato ha azzerato i conti: «Non mi hai trovato tu ma Letta», ha detto a Bersani, secondo quanto riportato da ‘La Stampa’. Che avesse sposato la corrente renziana, conquistando i primi posti del cerchio magico, era noto e stranoto. Che liquidasse in un incrocio fortuito un pezzo importante del suo incubatore politico, ha lasciato molti di stucco.
La ricostruzione La cronaca ricostruita dal quotidiano torinese recita così: «L’altra sera in Direzione me li hai fatti girare eh!». Secondo La Stampa «pietra dello scandalo, l’intervento della giovane renziana in Direzione più di una settimana fa, quando lei lo criticò per essersene uscito il giorno prima con l’intervista al Corriere, dove pronunciava il suo no al referendum costituzionale. Invece di prendere la parola e spiegare le sue ragioni nell’organismo di partito». Bersani le avrebbe detto: «A chi dice che io divido il Pd lo sbrano» e «parlando dell’atteggiamento dei giovani, rinfaccia pure ‘e poi a te ti ho trovato io’. ‘Invece mi ha trovato Enrico Letta’, gli ribatte lei. ‘Anche Enrico l’ho trovato io’. ‘No, l’ha trovato Nino Andreatta, non tu’, è la fine del battibecco. Andato avanti per qualche minuto, partendo appunto dalle parole spese dalla Ascani in Direzione al Nazareno, quando disse, ‘dall’ex segretario del mio partito, mi aspetto che quello che deve dire lo dica nella sede della Direzione, non fuori’. Sul punto Bersani le fa notare stizzito che è quello che faceva anche Renzi quando a suo tempo non interveniva mai in quella sede. ‘E infatti ho criticato anche lui per questo’, gli ribatte colpo su colpo la Ascani. Facce perplesse di altri spettatori involontari e imbarazzate quelle dei compagni di partito dietro di loro, Nico Stumpo e Luciano Nobili, dirigenti del Pd. E subito la voce del litigio si sparge tra i banchi dei deputati di varia fede seduti sugli scranni in aula a votare. Un altro sintomo di come nel Pd volino gli stracci».
