Alessandro Gentiletti e Diego Ceccobelli di Terni valley

 di Marta Rosati

«La classe dirigente della città è inadeguata e chiusa in sé stessa come depositaria della verità, chi governa Terni è attanagliato nell’inerzia e in una miopia che manda in fuga i cervelli e si circonda di ‘yes men’ piuttosto che fare tesoro delle eccellenze di cui dispone». Con toni così aspri, un gruppo di giovani ternani di diversa estrazione professionale lancia un progetto alternativo ispirato ai principi della sinistra progressista: ‘Terni valley’ è il nome di un’idea lanciata mesi fa da Diego Ceccobelli nelle stanze del Pd di via Mazzini che inizia a prendere forma; sabato mattina nella sede dell’associazione culturale La Pagina è stata presentata per la prima volta alla città.

Intervista all’ideatore di Terni valley

Terni valley Principi e metodi sono nero su bianco, mentre prosegue lo scoutismo ‘all over the world’. Sì avete capito bene, il ricercatore Ceccobelli, l’avvocato Alessandro Gentiletti e il resto del dream team di cui fa parte anche l’architetto Matteo Romanelli, sono ‘a caccia’ di persone animate dall’entusiasmo e pronte a mettere a disposizione le proprie competenze per il bene del territorio. Uguaglianza, giustizia e libertà alla base, insieme a voglia di fare e idee innovative. Tre i pilastri su cui poggia le basi Terni Valley (accompagnato dallo slogan ‘Benvenuti in California’ e una conca come simbolo): ‘Fai quello che sai fare’, internet come strumento per abbattere le barriere delle distanze e l’dea che Terni confina con Berlino, Londra e la Silicon valley. La prova: la squadra cerca competenze da spendere nei diversi settori, il sito internet dell’organizzazione è online da questa mattina e in collegamento via Skype ci sono Natalia da Londra (ternana all’estero per lavoro) e Lorenz da Colonia.

Diego Ceccobelli «Convogliare tutte le eccellenze della nostra città in questo progetto, quelle che vivono a Terni e quelle che vivono altrove è il primo obiettivo che ci siamo posti per dare alla città una nuova classe dirigente». Se l’esperienza sarà messa nelle mani di un partito politico, visti i passati attriti, o i nove ragazzi del dream team e i soggetti satellite scenderanno in campo autonomamente, dove, quando e a quale eventuale appuntamento elettorale è ancora da definire, forse semplicemente troppo presto. Rispetto all’urgenza di intervenire per l’inversione di tendenza auspicata, parte da un dato fornito dalla stessa Terni valley: «Qui la disoccupazione giovanile è al 53,1%». Il gruppo ritiene sia necessaria per la città un’azione su tutte: «Fondamentale per la Conca – dice Gentiletti – diversificare l’economia, quindi uscire dalla dimensione prettamente industriale per creare lavoro putando ad esempio sulle eccellenze turistiche».

Terni Nel sito, oltre a testimonianze di ternani all’estero, è a disposizione una sezione ‘la buona prassi’ aperta a raccogliere tutte le idee che potrebbero venire dalla cittadinanza: «Porte aperte e zero confini – sottolinea Ceccobelli – vogliamo attrarre gente da Washington a Campitello e da viale Brin a Stoccolma per fare in modo che Terni  diventi una città a misura di 21esimo secolo, sinonimo di lavoro, sviluppo ed eco-sostenibilità. Deve farci entusiasmare e lasciarci sognare un futuro possibile». La sede di Terni valley potrebbe diventare la stessa dell’associazione La Pagina, per quanto riguarda i finanziamenti invece: «Siamo per il momento nella fase del progetto a costo zero, più avanti studieremo forme di contribuzione trasparente».

Twitter @martarosati28

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