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5 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:52

Terni, Matteo Romanelli è uno dei 10 finalisti al concorso Young italian architects 2016

Il progetto ‘Mupp’ convince la giuria, il 29enne: «Dita incrociate fino al 27 maggio»

Terni, Matteo Romanelli è uno dei 10 finalisti al concorso Young italian architects 2016

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di Marta Rosati

Non se l’aspettava Matteo Romanelli e invece si è ritrovato nella lista dei 10 finalisti al concorso ‘Young italian architects 2016’, promosso dall’Associazione Italiana di architettura e critica (Aiac). A convincere la giuria di prima fase, il suo progetto ‘Mupp’ – museo urbano per Pompei, che il 29enne ternano aveva elaborato per un precedente concorso insieme al collega Alessandro Achille di Vibo Valentia e che ora dovrà illustrare a Palazzo Widmann a Venezia, il prossimo 27 maggio, di fronte alla commissione che decreterà il vincitore.

Il progetto: fotogallery

Architetto Matteo Romanelli in finale Nella competizione riservata a giovani architetti under 35, organizzato dall’Aiac per la quarta edizione dell’evento internazionale Architects meet in Fuori Biennale, l’idea griffata Romanelli trova spazio nella short list delle migliori 10, selezionate tra una settantina di progetti. Per il ternano è scattata così la convocazione nella città veneta. In palio l’abbonamento ad una rivista di settore, ma senza dubbio la soddisfazione e la gloria: il 27 maggio il progetto passerà al vaglio della giuria di seconda faseche vanta nomi come Massimiliano Fuksas, Carlo Ratti e Benedetta Tagliabue.

Uno spazio espositivo per la città di Pompei «Lo stesso progetto – racconta Romanelli a Umbria 24 – ha ricevuto il primo premio critica a un concorso organizzato dalla ‘Start for talents’, in fase di elaborazione è stato immaginato il museo come una struttura radicata nel contesto e con la storia di Pompei, città legata alla famosa area archeologica romana. L’idea si basa su due aspetti: lo studio delle forme geometriche delle lastre di silex e l’analisi del tessuto urbano. L’articolazione volumetrica dell’idea progettuale è stata sviluppata operando una sintesi tra le forme plastiche del basalto e gli allineamenti della rete viaria della città antica».

Un museo moderno in una città antica «Il Mupp è stato pensato come uno spazio articolato con diverse funzioni, fra loro compatibili, lo shop e la zona ristoro al centro, i laboratori tecnici, la ludoteca e la biblioteca verso nord e l’auditorium vicino l’ingresso. Il complesso si sviluppa su due livelli, quello alla quota zero con il connettivo coperto da una terrazza che riprende le forme dei blocchi di basalto, alternando spazi vetrati, pavimentazioni e aree verdi.  Attraverso una gradonata verde esterna, elemento di passaggio e di sosta, si accede alla copertura del primo livello, organizzata come un vero e proprio giardino pensile».

Mupp senza barriere «Grande attenzione è stata posta ai punti d’osservazione, uno in particolare unico nel suo genere, dal quale è possibile apprezzare l’intero complesso archeologico. L’organizzazione spaziale del museo – aggiunge il giovane architetto – tiene conto dell’orientamento solare, sfrutta l’effetto camino per favorire il corretto ricambio d’aria, prevede il riuso delle acque piovane e si basa sull’utilizzo di un pacchetto murario idoneo per avere una buona inerzia termica. L’intera proposta verte intorno al concetto di design for all, ovvero la progettazione degli spazi e degli oggetti per far sì che tutti possano accedere con pari opportunità alla partecipazione attiva del museo». Questa una corposa anticipazione di quello che sarà il 27 maggio a Venezia: «Dita incrociate, ce la metterò tutta».

Twitter @martarosati28

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