di Mar. Ros.
I nomi della Commissione comunale per qualità architettonica e paesaggio, proposti dalla giunta, erano già stati resi noti, così come i ruoli di questo stesso organismo e la durata del mandato. La delibera è passata sul tavolo della prima commissione consiliare non senza schermaglie politiche, scontro acceso e tinto di espressioni colorite tra Enrico Melasecche (I love Terni) e Silvano Ricci (Sinistra per Terni). Stabilite inoltre le modalità di elezione della così detta rosa dei 18: preferenza unica per ognuna delle singole professionalità rappresentate, ripetuta fino a quando non esce maggioranza su un nome per ogni profilo richiesto. Le sfumature del voto saranno comunque concordate in sede della prossima conferenza dei capigruppo, probabilmente con un atto d’indirizzo della prima commissione, come proposto dal presidente Chiappini.
Francesco Andreani Orecchie dritte sui criteri di scelta delle terne. L’assessore all’urbanistica Francesco Andreani: «Per ogni professionalità da inserire all’interno della Commissione edilizia ho fornito tre nomi cui il consiglio potrà attingere per la composizione dell’organismo, in cui figurasse un esperto senior e due junior. A proposito di architetti – spiega allora Andreani – Agostini ha partecipato anche alla stesura di parte del piano regolatore, Fortini e Patalocco sono altrettanto bravi e conosciuti, quest’ultimo in particolare è l’ideatore di piazza Batman». «Questo ci preoccupa» risponde Patrizia Braghiroli del M5s, «Sono punti di vista» replica Ricci. «Andreoli – riprende Andreani – a me piace molto, è un professionista che ha dato molto al territorio, è stato anche tecnico fiduciario di diversi piccoli Comuni, altrettanto bravi sono i giovani Imperi e Monotti, quest’ultimo protagonista di uno studio sul teatro Verdi del Poletti. Tra i geometri Anasetti è il senior della terna, professionista valido con esperienze anche nel Lazio, Della Sala e Fava sono entrambi di valore».
Commissione qualità architettonica e paesaggio Della rosa faranno parte, come è noto, anche due professionisti iscritti all’elenco regionale esperti in materia di beni ambientali e architettonici quindi in questo caso le terne sono due: «Due junior sono rappresentati dagli architetti Capotosti e Meloni, quest’ultima laureatasi con me in tutor anche se non lavoriamo insieme da 10 anni, mentre Tei al pari di Andreoli è un profilo lodevole; nell’altro terzetto di nomi i senior sono due – prosegue l’assessore – Bienintesi che ha lavorato molto per il terremoto in Valnerina e il semi-giovane Venanzi ex tecnico del Comune di Ferentillo e autore di studi su Terni, la Briganti più giovane e molto competente». I nomi dei rappresentanti del mondo artigiano e industriale sono stati forniti dalle relative associazioni di categoria, quelli dei tecnici in materia di abbattimento barriere architettoniche dalle associazioni dei disabili: nel primo caso, in lizza Flamini, Lanini e Petrelli, per gli industriali Battistelli, Marinelli e Pallotta e poi Antonetti, Sconocchia e Turilli.
Scintille tra Melasecche e Ricci «Quindi dalle votazioni – pone il problema Melasecche – emergerà una completa e totale rappresentanza di professionisti espressione della maggioranza, senza che l’opposizione abbia possibilità alcuna di fare dei nomi. Parliamoci chiaro – prosegue – in queste terne figurano numerosi parenti di candidati alle ultime amministrative col sindaco o gente che ha lavorato presso gli enti, entrando nei meccanismi politici dell’urbanistica». «L’alternativa è da ‘Manuale Cencelli’» ironizza ma non troppo Luigi Bencivenga di Progetto Terni . «Assolutamente no – replica stizzito Melasecche – ma la delibera parla di pluralismi culturali, sociali e professionali della città invece penso che l’assessore abbia sentito tutti tranne me per avere dei nomi». Andreani nega e Ricci provoca: «Hai le prove? Non fare il puro». Lo scontro verbale allora prende il largo, con insulti e parolacce.
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