di Massimo Colonna
«In Umbria e a Terni c’è bisogno di cambiare aria. Dopo 45 anni bisogna aprire le finestre, far uscire l’aria cattiva. Anche a Terni possiamo fare bene, abbiamo una buona coalizione. Dobbiamo intercettare i voti degli indecisi, non andiamo a prendere quelli di chi vota già Pd. Se ognuno di noi prima di votare pensa un quarto d’ora, faremo bene». Poi sui temi nazionali. «L’immigrazione controllata è positiva, invece come la sta facendo il nostro ministro dell’invasione (dell’Interno, Alfano, ndr) non funziona. Basta con i rom in ogni angolo della piazza. Se vengono qua devono pagare le tasse, come fanno tutti. Toglieremo la legge Fornero, a qualsiasi costo». Così Salvini nel suo tour a Terni, tra Vascigliano, l’Ast e il centro. A piazza Tacito scatta anche una contestazione organizzata da ragazzi dei centri sociali sulle note di ‘Bella ciao’.
Sulla ruspa a Vascigliano Primo passaggio del tour ternano di Salvini, i campi agricoli di Vascigliano, in una delle aziende colpite dagli effetti dell’incendio del 2 luglio 2009. Qui una cinquantina di agricoltori e simpatizzanti hanno discusso con Salvini della difficile situazione degli agricoltori e degli allevatori, anche a causa «del sistema fiscale attuale, delle leggi che governano le vendite regolate dall’Europa e delle tasse». «Sono convinto che noi siamo quello che mangiamo – ha spiegato Salvini, accompagnato dal senatore leghista Stefano Candiani e dal segretario ternano della Lega Emanuele Fiorini – e per questo io voglio sapere cosa mangiano i nostri figli. Basta con le quote dei prodotti stabilite dall’Europa, perché dobbiamo comprare il latte dalla Polonia e altri generi alimentari da altri paesi?».
All’Ast Salvini si è poi spostato in viale Brin, dove ha scambiato qualche battuta davanti ai cancelli dell’Ast. «Abbiamo seguito la vicenda dell’Ast da sempre, anche quando è arrivata a Roma. Spesso le battaglie si vincono, come in questo caso. E’ importante che nel contesto attuale in cui viviamo un operaio possa andare a lavorare senza il pensiero che nel frattempo qualcun altro abbia comprato l’azienda e l’abbia de localizzata in qualche altro paese».
Assalto al potere «Non dobbiamo puntare a quelli che già votano Pd – ha spiegato Salvini una volta arrivato in centro – perché al massimo a loro possiamo consigliere un medico. Dobbiamo intercettare i voti degli indecisi. Se ognuno di noi spende un quarto d’ora per pensare prima di votare, allora possiamo farcela. L’Umbria e Terni hanno bisogno di cambiare, qui abbiamo una buona coalizione». Salvini ha anche modificato il percorso, scegliendo di passare per il centro senza fermarsi in piazza dell’Olmo, scenario della morte di David Raggi, «per non dare l’impressione di voler strumentalizzare I fatti». Proprio su questo, in piazza Tacito, un gruppo di giovani ha esposto uno striscione con scritto «Non si strumentalizzano morti e lavoratori».
Selfie e derby In tutto circa 200 persone hanno seguito Salvini in centro città. «So che sabato avete il derby – ha detto sorridendo alla folla dopo essersi tolto la maglia a strisce bancorosse con cui era arrivato a Vascigliano – ma io mi tengo il mio derby di Milano, il derby degli sfigati». Poi, chiamato da tutte le parti per farsi selfie: «Dai, facciamo una foto tutti insieme, però chiamiamo anche le donne sennò la Boldrini si incazza». Serata conclusa a cena al Cicalino.
