di Massimo Colonna

Ok alla cessione delle quote comunali di Umbria Energy, società costola di Asm, con in piu’ taglio dei costi per il Servizio Idrico Integrato e sullo sfondo la creazione della multiutility Terni Holding, scenario ancora sul tavolo. E’ questo quanto emerge dalle 25 pagine della Revisione ordinaria delle Partecipate, che nel tardo pomeriggio di venerdì è uscita dalla riunione di giunta organizzata in mattinata a Palazzo Spada.

I tempi Al tavolo l’assessore alle Municipalizzate Fabrizio Dominici (assente il collega ai Lavori pubblici Enrico Melasecche) ha presentato il documento che ora, con tempi strettissimi, dovrà essere discusso in commissione e poi votato dal consiglio, probabilmente tutto nella giornata del 27 dicembre. La scadenza del 3 gennaio infatti resta fissa per la giunta, giorno in cui scadono i sessanta giorni utili per presentare al ministero dell’Interno le integrazioni richieste per l’approvazione della manovra del riequilibrio di bilancio, che riguardano anche le partecipazioni. E accanto al piano ordinario verrà discusso anche il piano straordinario di revisione, che potrebbe includere anche la creazione di una multiutility, una sorta di Terni Reti “allargata”. Umbria Energy è una società partecipata dal Comune per mezzo di Asm, che è al cento per cento di Palazzo Spada e con il possesso del 50 per cento di Umbria Energy, mentre il restante 50 è detenuto da Acea Energia Spa, a sua volta controllata da Acea Spa, società quotata in Borsa. La parte comunale dunque a questo punto, se l’atto passerà al voto del consiglio, sarà in vendita.

Il Servizio Idrico Potrebbe cambiare qualcosa anche per il Servizio Idrico Integrato. «L’esame della bozza di bilancio 2017 – si legge nel documento – ha permesso di evidenziare alcune categorie di costi che l’amministrazione comunale ritiene eccessivi e poco sostenibili dallo stesso ente in quanto, dal corrente anno la società deve obbligatoriamente rientrare nel perimetro di consolidamento. Elevati costi farebbero lievitare anche i costi complessivamente riportati nel bilancio di consolidamento. Per evitare il rischio di cui sopra l’ente prevede di adottare un piano di riduzione di quei costi particolarmente onerosi; detto piano, da approvarsi con apposito atto del consiglio comunale, deve prevedere una riduzione delle spese del personale e delle spese per consulenze per il prossimo triennio, 2019-2021, nella misura del 10 per cento annuo complessivo, fino al raggiungimento dell’obiettivo della riduzione del 30 per cento alla fine dei tre anni interessati dal piano».

Le reazioni «Un piano così importante – ha spiegato il capogruppo Pd Francesco Filipponi sul proprio profilo Facebook – arriva ai consiglieri informalmente via Whatsapp, con la delibera che forse verrà forse trasmessa il 24 dicembre, per andare in consiglio il 27 dicembre. Nel frattempo non è convocata la competente commissione. Intanto spunta la dismissione delle quote di Umbria Energy, sulla quale già in passato il consiglio si espresse in modo nettamente contrario, confortato poi anche dal vaglio della Corte dei Conti».

@tulhaidetto

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