Emilio Giacchetti

di Fabio Toni

L’iniziativa ‘Rigeneriamoci: il Pd, i giovani, l’Umbria’, che Umbria24 ha seguito in diretta streaming dal teatro Concordia di Marsciano, ha fatto registrare numerosi interventi. Da più parti è emersa la forte esigenza di rinnovamento che attraversa i giovani Democratici in tutta la regione. Un punto di vista condiviso, ben oltre i mediocri campanilismi che hanno troppo spesso caratterizzato la politica locale. «Da qui emerge lo slancio – è stato detto – per un partito nuovo, solido e strutturato ma al tempo stesso pronto ad affrontare un mondo completamente diverso, fatto di sfide inedite». Fra i contributi apprezzati, quello del ternano Emilio Giacchetti, membro della segreteria nazionale dei Giovani Democratici, che ha sottolineato l’esigenza di «andare oltre, per dare gambe a un cambiamento che è già in corso e che non si fermerà».

«Superare le divisioni» Una delle priorità espresse da Emilio Giacchetti dal palco di ‘Rigeneriamoci’ è quella di «superare le divisioni e affrontare a viso aperto, senza pregiudizi, le scelte che porteranno il Pd al congresso e alla tornata delle amministrative 2014». Messaggio non troppo cifrato, diretto anche ai Democratici ternani, da tempo in fibrillazione anche a livello istituzionale. «Oggi qui ci siamo tutti – ha sottolineato – a prescindere dalle aree e dalle correnti di appartenenza che devono mettersi a confronto in maniera saggia e con spirito collaborativo».

«Presenti sul territorio» Per Emilio Giacchetti l’individuazione di un’identità unica, la sintesi in grado di rappresentarla, «è forse la più grande difficoltà che il Pd, anche quello umbro, ha incontrato in questi anni. È il momento di rilanciare e di costruire un collettore di passione, presenza ed energia. Perché la politica si fa con le iniziative sul territorio, non morendo di tweet o analisi del voto, isterismi contrapposti dei nostri giorni».

«Esaurita una fase politica» Il panorama politico nazionale e locale «ci vede stretti tra movimenti e liste civiche. Per questo dobbiamo ridisegnare i confini dell’azione politica e rimetterci in discussione tutti, condividendo anche alcune considerazioni critiche. A cominciare dall’ostentata tranquillità con cui il partito regionale ha affrontato gli ultimi passaggi, nei quali non siamo stati proprio protagonisti. Piuttosto attori comprimari con il fiato corto. E qualche volta comparse in rincorsa affannosa. Allora serve la generosità necessaria per capire che una fase politica si è ormai esaurita. Troppe volte abbiamo dato l’impressione che questo partito fosse un taxi dove poter salire e scendere in base alle proprie aspirazioni personali».

Capitolo primarie «Dobbiamo avere l’onestà di dire che le primarie non sono la panacea di tutti i mali, specie per i problemi interni ad un’organizzazione politica. Richiedono la maturità politica di un gruppo dirigente in grado di accettarne gli esiti, qualunque essi siano. Maturità che a volte abbiamo perso l’occasione di dimostrare, anche qui in Umbria. Le primarie funzionano, seppur con dei limiti, per individuare le cariche istituzionali esterne. Segnano invece il passo quando si tratta di scegliere gli incarichi di partito».

La ‘remuntada’ Emilio Giacchetti chiarisce il suo punto di vista: «Rifiutiamo compromessi al ribasso, spesso mascherati da scelte unitarie. Il rinnovamento è un modo di vivere il partito e non una moda». Poi tre ‘no’ decisi: «ai terzi mandati, ai doppi incarichi e agli amministratori che non versano al partito la loro quota e non vivono attivamente gli organismi dirigenti. Questi i primi passi per una ‘remuntada’ culturale da cui non possiamo più prescindere».

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