Tra pochi giorni saranno trascorsi due anni da quando – era la notte tra il 29 e il 30 dicembre del 2012 – Moreno Francesconi morì a 57 anni, per cause naturali, mentre svolgeva il suo lavoro di custode del centro multimediale di Terni.
Il figlio chiede la verità Da allora, il figlio Niccolò continua a chiedere che venga fatta piena luce su quella vicenda, anche perché l’uomo lavorava da solo in quell’edificio immenso. Tanto che il suo cadavere venne rinvenuto solo molte ore dopo la morte.
La politica Da tempo, però, a chiedere chiarezza è anche il consigliere regionale Gianluca Cirignoni (Up-Ncd) che, dopo aver chiesto informazioni – a settembre – alla giunta regionale e non avendo ottenuto alcuna risposta, adesso torna alla carica.
I ritardi Cirignoni attacca deciso: «Devo constatare che la giunta regionale preferisce non rispondere sulla morte del lavoratore ternano deceduto all’interno del centro multimediale di Terni mentre stava svolgendo, nel dicembre del 2012, l’attività di vigilanza notturna per conto di una cooperativa. Purtroppo mentre il figlio Niccolò chiede da tempo e a gran voce di fare chiarezza sulla morte del padre, il mio atto ispettivo viene volutamente tenuto ben chiuso in un cassetto di palazzo Donini da oltre quattro mesi».
I dubbi Con la sua interrogazione, ricorda Cirignoni, «chiedevo di fare urgenti verifiche sull’appalto e anche di conoscere le motivazioni per cui la società partecipata dalla Regione e dal Comune di Terni, lo avesse affidato ad una cooperativa che, a quanto risulta, pare non fosse autorizzata allo svolgimento di servizi di vigilanza notturna».
