Liberati, De Luca e Pococacio

«I cittadini delle aree a massima ricaduta delle polveri del polo siderurgico nell’arco del 2015 hanno respirato valori di cromo sessanta volte superiori a quelli dei cittadini di Perugia». Torna a parlare di ambiente il Movimento cinque stelle di Terni tramite il proprio consigliere comunale Thomas De Luca, che cita dati Arpa relativi alla presenza di agenti inquinanti.

Le autorità coinvolte «Ad un anno dal consiglio comunale straordinario sull’ambiente – si legge nella nota di De Luca – dagli impegni assunti dal Partito democratico in Comune e in Regione, dagli impegni presi nell’accordo Ast, i risultati parlano da soli: siamo di fronte ad una situazione ormai in caduta libera, verso cui nessuno dei soggetti istituzionali preposti sta ponendo alcun rimedio».

Ecco i numeri De Luca poi cita i valori che emergono dalle rivelazioni Arpa: «107 ng/m3 di nichel nell’aria di Prisciano, circa cinque volte il limite previsto dalla legge (20 ng/m3). 310,8 ng/m3 di cromo, circa una volta e mezzo quanto definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come range massimo delle aree industriali (5-200ng/m3). Questi sono i valori rilevati dalla centralina di Prisciano nel mese di dicembre 2015. I cittadini delle aree a massima ricaduta delle polveri del polo siderurgico, nell’arco del 2015 hanno respirato valori di cromo sessanta volte superiori a quelli dei cittadini di Perugia. Non solo, sempre nella media 2015, nel medesimo raffronto Terni-Perugia, il cromo depositato al suolo è stato 320 volte superiore».

Confronto tra due anni Secondo lo studio svolto da Arpa nel 2012 dal titollo ‘Monitoraggio del Pm10 nel quartiere Le Grazie’, l’area di massima ricaduta delle polveri« risulta essere una vasta zona che circonda il polo siderurgico comprendendo il quartiere di Borgo Bovio, Prisciano, Piedimonte, una buona fetta del centro cittadino e Pentima, trovando il suo apice nell’area tra lo Staino e Santa Maria Maddalena. I valori riscontrati nella centralina di Prisciano vanno visti quindi in questo complesso, in un’area dove risiedono decine di migliaia di persone. Secondo il piano regolatore risultano inoltre essere preponderanti fra queste aree quelle ad uso agricolo». «Sono passati ormai otto mesi – conclude De Luca – dalla data che Arpa Umbria aveva fissato per l’entrata in funzione del monitoraggio del cromo esavalente in aria. Dopo ripetuti incontri e sollecitazioni, un atto approvato dal consiglio comunale ancora tutto tace. Ci chiediamo inoltre se i dati del superamento della soglia di legge nella media annuale, 36,7 ng/m3 di nichel a Prisciano, siano stati comunicati alle autorità preposte».

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