L'impianto ex Printer

di Marco Torricelli

Vuoi far marciare, come un sol uomo, chi non andrebbe d’accordo nemmeno sul colore dei lacci delle scarpe? Facile: parlagli di un inceneritore e, come per incanto, li vedrai mettersi ‘a testuggine’ e avanzare compatti.

Gli opposti Udc e Rifondazione comunista, stanno, per una volta almeno, dalla stessa parte della barricata: quella che gli ambientalisti hanno edificato per opporsi alla ventilata riaccensione dell’inceneritore Printer, a Maratta. Dopo la denuncia, fatta mercoledì durante il sit-in organizzato a palazzo Spada, sono subito arrivate le prese di posizione dei due parti politici.

Centro-destra In casa Udc parla Enrico Melasecche che ricorda come «circa dieci anni fa, il sindaco in persona intervenne pesantemente per far aprire il terzo inceneritore di Terni, quello della Printer, collocato immediatamente a ridosso di quello dell’Asm, sulle rive del Nera, nonostante che un drappello di consiglieri di minoranza faceva rilevare il prevalere dei rischi di quella operazione». E dice, Melasecche, che «fummo facili profeti perché le cose sono andate ben diversamente». E conclude, parlando al presente e riferendosi all’impianto, che «noi ne proponiamo la demolizione a carico di chi l’ha voluto e realizzato. Possibilmente anche di coloro che l’hanno sponsorizzato e favorito in tutti i modi».

Sinistra Rifondazione comunista, invece, «ricorda che gli accordi di programma, con i quali le forze di sinistra e di centrosinistra si presentarono agli elettori vincendo le amministrative del 2009, prevedono che a Maratta, al posto del polo dell’incenerimento, deve sorgere il polo del Recupero e del riciclo». A quella che definiscono «inopportuna riaccensione, avvenuta da pochi mesi, dell’inceneritore Aria per consentire di bruciare, al centro di una conca ternana già inquinata, pulper di cartiera importato per il 97% da fuori regione, non si può aggiungere ora anche quello della Printer». E chiede «al sindaco, al presidente della Provincia ed agli assessorati competenti un pronunciamento netto sulle trattative in corso, sulla situazione autorizzativa dell’impianto Printer e sul piano industriale dell’acquirente ravennate».

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