«Un sabato di ordinaria follia: prima il sindaco si preoccupa per la curva del contagio, poco prima però permette che a Terni gli eventi sportivi diventino zona franca per il covid». Consiglio comunale a Terni agitato dalla questione covid. In apertura infatti il primo cittadino Leonardo Latini ha fatto il punto della situazione sul fronte scolastico, annunciando anche la presenza all’ospedale Santa Maria di un bimbo di due anni ricoverato per covid. Poi la discussione è tornata sulle polemiche per la Tirreno Adriatico di sabato, con gli assembramenti riscontrati in piazza.
L’attacco Una situazione stigmatizzata dai gruppi di opposizione M5s, Pd e Senso civico. «Oggi il sindaco – scrivono in una nota – ha espresso preoccupazione per la come sta evolvendo la curva del contagio a Terni e di come la presenza di varianti stia comportando l’aumento di casi anche tra i giovanissimi. Una preoccupazione che purtroppo stona con la gestione sconsiderata di eventi sportivi come quello di sabato scorso, cioè la gara ciclistica Tirreno-Adriatico. In un momento in cui le attività commerciali sono in difficoltà, le scuole vengono chiuse, ritenevamo doveroso che l’assessora allo Sport Elena Proietti avesse riferito in aula, per spiegare come un evento del genere fosse potuto degenerare in un assembramento privo di controlli, una sorta di zona franca covid. Guarda caso proprio nel momento delle domande l’assessora ha avuto problemi di connessione e non ha inteso rispondere, salvo poi ricomparire subito dopo. Il silenzio di questa amministrazione non fa che confermare i nostri timori, cioè che la città manchi di guida e sia in balia degli eventi, così come testimoniato dai provvedimenti che tra Regione e Comune si sono rimpallati, contraddetti e spesso rimangiati. Al netto della critica politica l’immagini di sabato in una crisi pandemica come questa rischiano di presentarci presto il conto, dispiace che a pagarlo saranno i cittadini visto che i responsabili, i nostri governanti anche questa volta hanno preferito nascondersi piuttosto che rispondere».
