maturità 2023
Studenti in una scuola umbra (foto F.Troccoli)

Dopo il tema di italiano, per i maturandi è arrivato il giorno della seconda prova scritta, quella che cambia da indirizzo a indirizzo e che rappresenta il momento più caratterizzante dell’esame di Stato. In tutta Italia sono oltre 527 mila i candidati coinvolti nelle prove, mentre in Umbria sono 7.817 gli studenti chiamati ad affrontare l’esame, in aumento rispetto allo scorso anno, distribuiti in 216 commissioni e 431 classi.

La seconda prova è iniziata alle 8.30 di venerdì 19 giugno e ha proposto tracce molto diverse tra loro, accomunate però dal tentativo di collegare le conoscenze scolastiche a temi contemporanei, ambientali e sociali.

Al liceo classico la tradizionale versione di latino è stata dedicata a Quintiliano, autore dell’“Institutio Oratoria”, il grande trattato sulla formazione dell’oratore e sull’educazione del cittadino. Il brano scelto è incentrato sul rapporto tra educazione e musica, un tema considerato da molti osservatori piuttosto originale rispetto alle previsioni della vigilia.

Quintiliano non è tra gli autori più frequentemente proposti all’esame di Stato. Prima di oggi era stato scelto soltanto tre volte, nel 1963, nel 1981 e nel 2013, mentre nella storia della Maturità i primati appartengono a Cicerone e Seneca. Gli esperti di didattica del latino hanno giudicato il testo di difficoltà media, con una sintassi ritenuta abbastanza lineare e alcune insidie legate soprattutto alla corretta interpretazione di singole espressioni.

Al liceo scientifico, invece, i maturandi si sono confrontati con la matematica applicata alla realtà. La prova ha proposto lo studio del livello dell’acqua del Lago di Bracciano, uno dei più importanti laghi vulcanici italiani e una riserva idrica strategica per il Lazio, insieme al classico studio di funzione. Tra gli otto quesiti comparivano inoltre un torneo di pallavolo, una partita di scopone, il gioco probabilistico “Cover The Spot” e un quesito legato al terremoto del Friuli del 1976, il sisma che provocò quasi mille vittime e segnò profondamente la storia della protezione civile italiana.

Anche il liceo linguistico ha proposto un percorso che intreccia letteratura e temi scientifici. La prova ha preso spunto da “On Beauty” della scrittrice britannica Zadie Smith, uno dei romanzi più noti dell’autrice, affiancato da un testo informativo dedicato agli organismi geneticamente modificati.

Al liceo delle Scienze umane, invece, il filo conduttore è stato il rapporto tra giovani e tecnologia. I candidati si sono confrontati con un brano tratto da “Crescere connessi. Una sfida per genitori e figli” di Giuseppe Riva e con un testo di Alberto Pellai tratto da “Cyber generation. Sfide evolutive per chi cresce online”, entrambi dedicati alle opportunità e ai rischi della crescita nell’era digitale.

Proprio il digitale e le sue implicazioni etiche sono entrati direttamente anche nella prova dell’opzione economico-sociale del liceo delle Scienze umane. Tra i documenti proposti compare infatti la legge del 23 settembre 2025 sull’intelligenza artificiale, con particolare riferimento all’articolo che richiama la necessità di fissare limiti e garanzie nell’utilizzo dei chatbot e delle tecnologie di IA per assicurare il rispetto dei diritti delle persone.

Le tracce di quest’anno sembrano confermare una tendenza emersa negli ultimi esami di Stato: accanto alla verifica delle conoscenze disciplinari, cresce il peso dei collegamenti con i grandi temi del presente, dall’ambiente alla rivoluzione digitale, fino all’uso consapevole dell’intelligenza artificiale.