Ribadita la fiducia al presidente della Provincia Polli

di Dan.Bo.

Nessuna mozione di sfiducia, appoggio totale all’ex Margherita e presidente della Provincia Feliciano Polli purché si apra un confronto sullo «stato di attuazione del programma» e, più in generale, sul futuro della città. Il gruppo provinciale del Pd, insieme al segretario della federazione Giovannetti e al presidente Polli, dopo il terremoto che ha colpito palazzo Spada e lambito quello della Provincia, prova a serrare le fila. Le voci sulla possibile defenestrazione del margherito Polli, come rappresaglia per gli emendamenti al Bilancio dei «ribelli» comunali che hanno portato alle dimissioni di Di Girolamo, vengono smentite in modo categorico. E quindi niente «ripercussioni politiche sulla tenuta della maggioranza provinciale e sulla fiducia al presidente Polli».

Serve un rilancio Dopo «l’articolata discussione» che si è tenuta lunedì, emerge la volontà di «lavorare per uscire in modo positivo dalle difficoltà politiche e istituzionali che si sono verificate». Incassata la fiducia però il gruppo chiede al sindaco Di Girolamo «di aprire un confronto serio sullo stato di attuazione del programma amministrativo insieme a tutta la maggioranza, alla luce delle difficoltà economiche che sta vivendo la città capoluogo e il territorio provinciale, a partire dal settore industriale. L’esigenza di un aggiornamento e di un rilancio dell’azione amministrativa è stata sottolineata da tutti, affinché la seconda fase della consiliatura possa trovare in un programma condiviso e in una maggioranza chiara e coesa la forza per governare al meglio le difficoltà che sta attraversando l’economia della città e del territorio».

I «ribelli» all’attacco Alla prima occasione propizia però i «ribelli» ex Margherita sono tornati all’attacco, sfruttando gli insulti rivolti al vescovo della città, monsignor Paglia, durante una manifestazione organizzata da Arciragazzi: «L’equilibrio e la capacità di governo della città – dicono Anna Bartolini, Alessandro Chiappalupi, Riccardo Giubilei, Valdimiro Orsini, Michele Pennoni, Gianfranco Teofrasti e Sergio Trivelli – passano anche attraverso la scelta di manifestazioni culturali di buon gusto, in grado di includere e far crescere una Comunità». Il passo successivo è la messa in discussione della politica culturale del Comune:  «Non è più tollerabile – dicono infatti i “ribelli” –  l’incapacità manifesta di gestire e governare i processi culturali a Terni, un modo assurdo di porsi nei riguardi della collettività e delle diverse sensibilità che hanno permesso alla nostra Comunità di crescere ed includere. E’ proprio ora di fermarsi a riflettere sui soggetti con cui il Comune di Terni collabora, troppo spesso scelti sulla base di assonanze ideologiche prima ancora che di capacità conclamate».

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