di M. To.
Se lo farà sotto le insegne ufficiali di Forza Italia o, magari, con una lista ‘sua’, non si sa ancora. Ma pare proprio che l’avvocato Paolo Crescimbeni sia sul punto di rompere gli indugi e, dopo aver un primo tempo declinato l’invito, annunciare la sua candidatura a sindaco.
La storia Crescimbeni, 74 anni, avvocato, è stato per dieci anni consigliere regionale per l’allora Alleanza nazionale e oggi viene indicato come ‘indipendente di area liberal-moderata’. Su di lui, da tempo, era in corso una sorta di pressing che, però, nei giorni scorsi l’avvocato ternano aveva rotto, chiamandosi fuori: «Non ci sono le condizioni», aveva detto.
Il fronte Condizioni che, però, devono essersi materializzate in fretta, visto che Paolo Crescimbeni viene ormai indicato come il terzo candidato ‘di opposizione’ alle prossime amministrative di primavera, con uno schieramento che potrebbe comprendere Forza Italia, Fratelli d’Italia e, magari, pure La Destra e l’Udc.
Tre per il ballottaggio E così con Crescimbeni sarebbero tre a correre per quel ballottaggio al quale contano di costringere il sindaco uscente, Leopoldo Di Girolamo: gli altri due sono Angelica Trenta, per il Movimento 5 Stelle e Franco Todini, per la lista civica ‘Il cammello’, che ha già incassato l’appoggio del Nuovo Centro Destra e di alcune liste e movimenti civici.
Todini E proprio Franco Todini, fiutando l’aria, parte lancia in resta: «La lista del Cammello è una lista civica che ha l’ambizione di vincere le elezioni amministrative e di governare la città nei prossimi anni per farla uscire da questo deserto di cui non è responsabile. Sin dal primo momento la scelta è stata quella di coinvolgere le forze nuove della città e tutti coloro che condividono un percorso di crescita che esclude i rituali aggregativi della vecchia politica, del compromesso e dell’inciucio».
Gli equivoci Per chiarire meglio il concetto, e il messaggio non pare indirizzato a caso, Todini dice di voler evitare «definitivamente equivoci: la lista civica Il Cammello si schiera apertamente contro l’immobilismo della giunta Di Girolamo, che ha operato a protezione degli interessi di un’oligarchia autoreferenziale incapace di pensare e realizzare un futuro diverso per Terni e per i suoi cittadini, e contro l’inerzia di quelle minoranze che in questi anni non hanno fatto o non hanno voluto fare opposizione. Questa volta – conclude – con la lista Il Cammello, si svolta davvero».
