di M. R.

Aveva chiesto astensione il numero uno del Pd Andrea Cavicchioli sull’atto di ripristino delle ex circoscrizioni, oggi denominate consulte di partecipazione territoriale che già aveva scatenato un fermento politico non indifferente e che vedeva tra l’altro nell’occhio del ciclone il segretario del Pd comunale, e consigliere, Jonathan Monti che si era preso a cuore la questione. La stessa partita aveva fatto scendere in campo i segretari dei circoli dem di tutta la città.

Maggioranza si spacca Risultato: 13 voti contrari, 9 astenuti e un solo favorevole, il presidente del consiglio di Palazzo Spada Giuseppe Mascio. In maggioranza insomma, non tutti hanno aderito alla proposta Cavicchioli, sposando piuttosto il ‘No’ dell’opposizione: Michele Pennoni e di lui si sapeva già, ma anche Silvano Ricci (Sinistra per Terni) e Luigi Bencivenga (Progetto Terni). Partito democratico dunque sostanzialmente compatto (Pennoni a parte) e questo era il minimo obiettivo per il gruppo. A voler essere pignoli però, al momento del voto, c’erano delle assenze che dai più maliziosi sono state considerate ‘strategiche’. Le consulte di partecipazione territoriale per il momento sono archiviate, per i segretari dei circoli Pd resta solo una speranza ovvero quella che la questione venga posta in discussione nell’ambito della commissione statuto. Se questo avverrà, sarà il segno che la partita consumatasi a Palazzo Spada era di natura squisitamente ed esclusivamente politica, dentro e fuori le mura del Comune; se ciò non avvenisse, una presa d’atto delle osservazioni mosse da Pennoni.

Valeria Masiello “Grande rammarico – ha detto la consigliera evresponsabile dell’organizzazione Pd Terni – per l’esito negativo in Consiglio Comunale del regolamento sulle nuove consulte territoriali, che prevede la possibilità di individuare persone che con spirito volontario intendano impegnarsi nei territori e nelle periferie per rispondere alle tante esigenze dei nostri concittadini. Un regolamento sul quale il Pd, insieme ai segretari di circolo, tanti iscritti e militanti aveva condiviso, sostenuto e considerato una forma di partecipazione concreta e utile per la città, senza costi e con la possibilità di coinvolgere chiunque volesse dare il suo contributo attivo. Continuo a sostenere che nessun modello alternativo possa sostituire il contatto umano, e continuo a non capire il significato di innovazione, dato che un modello alternativo non è stato presentato alla mia attenzione. L’abolizione delle circoscrizioni ha lasciato un vuoto nei territori che l’amministrazione comunale non dovrebbe lasciare in sospeso, né allo spontaneismo dei cittadini che giustamente sentono l’esigenza di aggregarsi e riunirsi per affrontare le tante problematiche. Il Pd, nella sua storia, ha fatto della partecipazione il suo fattore identitario, pertanto continuerò a lavorare affinché il ‘nuovismo’ imperante non diventi un mero esercizio di stile o una figura retorica”.

@martarosati28

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One reply on “Terni, colpo di scena in consiglio: crepe in maggioranza e addio consulte”

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