«Otto anni di falso in bilancio hanno prodotto 1,7 milioni di debiti non iscritti nei registri contabili, ma non per errore, piuttosto per comportamenti gravissimi che oggi portano Palazzo Spada a subire pure il disonore del predissesto sottraendo ogni anno fino al 2045 ben 5 milioni di euro a investimenti e servizi». Così Enrico Melasecche commenta quella che sarebbe stata per lui un’audizione chiarificatrice.
I love Terni «A parlare in terza commissione – riferisce il capogruppo di I love Terni – la dottoressa Moscatelli, apicale del settore Scuola al Comune per molti anni fino al 31 dicembre 2015. La dirigente ha fatto richiesta più volte ogni anno per otto anni di seguito agli assessori al Bilancio ed alla Scuola, oltre che alla dirigente al Bilancio di stanziare i fondi indispensabili per fornitura dei pasti ai bambini nelle mense, quindi – deduce Melasecche – tutti erano al corrente dell’esistenza dei debiti fuori bilancio che nel frattempo aumentavano. Alla domanda di chiarire se dall’1 gennaio 2016 la stessa dirigente è stata posta nelle condizioni di svolgere il lavoro per cui è retribuita la stessa conferma di non avere una struttura minima da dirigere, né direttive né obiettivi da raggiungere né da parte del sindaco né da parte della dirigente apicale cui è gerarchicamente sottoposta, il che fa sorgere fortissimi dubbi sulla bontà della seconda riforma del Personale»
Debiti fuori bilancio «La dirigente – prosegue Melasecche – non ha mai contestato, a sua memoria, ai due fornitori All Foods e Cns alcuna fattura né ricorda di aver mai dato l’assenso al pagamento di fatture per interessi e penali per i ritardi rilevanti nei pagamenti. Da tutto ciò – grida il consigliere – viene confermato che scientemente sono stati falsati i bilanci dal 2008 al 2016; se quei debiti fossero emersi i risultati di bilancio sarebbero stati ben diversi. È normale tutto questo in un Paese normale? Intanto ora rimane il problema di procedere nell’iter previsto dalla legge che porterà da qui a Natale il Comune di Terni ad essere uno degli 84 su oltre 8.000 in Italia costretto al disonore di una procedura di predissesto, sottoposto al controllo continuo della Corte dei conti ma, soprattutto con conseguenze pesanti per i cittadini che saranno costretti per molti anni (fino al 2045) a vedere aumentate tasse e tariffe a fronte di servizi ridotti».
