lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 14:15
22 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:39

Terni, spuntano debiti fuori bilancio da 1,8 milioni di euro: le minacce di Melasecche per scoprirlo

Mesi di battaglia per la verità, il consigliere mostra le carte

Terni, spuntano debiti fuori bilancio da 1,8 milioni di euro: le minacce di Melasecche per scoprirlo

«Svelato il mistero: 1.723.662,15 euro è il debito fuori bilancio del Comune di Terni con la All foods e il Cns per il 2014 e il 2015 -. L’ho scoperto dopo mesi di vergognose pantomime, ho dovuto minacciare di chiamare i carabinieri e denunciare alla procura il mancato accesso ai dati». Questo lo sfogo del capogruppo di I love Terni Enrico Melasecche che mostra le carte e fornisce la propria ricostruzione dei fatti.

All Foods e Cns «Dati negati per mesi, cifre nascoste da assessori e dirigenti in nome di un legame di sangue tra Comune,  All Foods e Cns. In seconda commissione più e più volte. Il caso è stato sollevato dalla seconda commissione; la legge – spiega Melasecche – obbliga ogni dirigente a spendere solo e soltanto quanto il consiglio comunale ha stanziato in bilancio e precisato nel Programma esecutivo di gestione, per cui di ogni spesa ulteriore risponde personalmente il dirigente stesso, ma qui a Terni le cose vanno diversamente per cui esiste una sorta di connivenza fra alcuni dirigenti, assessori ed alcuni funzionari fra cui la parola d’ordine è ‘negare’, nascondere alla città l livello effettivo dei debiti contratti con imprese private che notoriamente finanziano le campagne elettorali di questo sindaco e i festival dell’Unità».

La narrazione di Melasecche «In seconda commissione, a metà luglio, alla mia specifica domanda alla dirigente Danila Virili su quali fossero i debiti del Comune fin qui accumulati per le mense scolastiche– racconta il consigliere -,  la stessa ha tergiversato dicendo che la risposta la dovevano dare gli organi politici; nei fatti negava notizie doverose di sua competenza; nella stessa sede l’Assessore Carla Riccardi ha dichiarato, sul proprio onore, che lei non era al corrente di quelle cifre, pur dipendendo direttamente da lei dirigenti e servizi. La Riccardi disse anche che in dieci giorni avrebbe fornito tutti i dati, promessa mai mantenuta. Sono andato allora dalla dirigente Elena Contessa che, con la funzionaria Finocchio, dopo molte mie insistenze sul diritto di accesso ed il loro dovere di fornirmi tutti i dati in loro possesso, dopo consultazione telefonica con il Servizio Scolastico mi hanno consegnato un foglietto che conteneva panzane».

I love Terni «Vista l’incredibile situazione di scollamento fra organi politici, dirigenti del Comune ed eletti dal popolo, ho coinvolto il presidente della seconda commissione, il consigliere Pd Francesco Filipponi. Mercoledì mattina ci siamo visti e ci siamo recati presso la palazzina dei Servizi Sociali, adiacente a S. Francesco. Dopo varie peripezie una funzionaria telefona alla dirigente Virili ma lei precisa di essere a Palazzo Spada in una riunione. Telefoniamo alla Riccardi e minacciamo esposto alla Procura se nessuno ci fornisce i dati sui debiti del Comune per le mense.  La Riccardi scarica di nuovo le responsabilitá sull’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi e sulla Virili ma nega di sapere ciò che altri ci dichiarano poi essere a sua perfetta conoscenza».

La svolta I due si sarebbero recati all’Ufficio scolastico, palazzina ex foresteria della Terni: «Qui – racconta ancora Melasecche – al funzionario con posizione organizzativa Corrado Mazzoli, sostituto di fatto della Virili dichiaro che non uscirò dall’Ufficio se non sollevato dalla forza pubblica, che avrei chiamato i carabinieri se non mi avesse fornito copia della situazione dei debiti fuori bilancio e che la mattina successiva mi sarei recato in Procura per sporger querela nei confronti di assessori e dirigenti infedeli al mandato e all’incarico ricevuto. Dopo qualche attimo di scompiglio il funzionario ammette l’esistenza di tali debiti pari a 1,8 milioni e accetta di consegnare l’elenco di trenta fatture relative alle forniture del 2014 e 2015».

Le domande al sindaco Leopoldo Di Girolamo «Perché sono state autorizzate spese se il bilancio non lo consentiva? Per quale ragione il sindaco non ha fatto inserire la spesa relativa alle mense per il cui servizio moltissime famiglie pagano profumatamente il pasto per i propri bambini? Perché il sindaco, assessori e dirigenti, pur essendo perfettamente al corrente di questa situazione esplosiva hanno negato la verità a tutti i ternani per circa un anno? Con quali fondi il sindaco ritiene di far fronte a queste spese, se non esiste il becco di un quattrino ma il Comune è in rosso già per oltre 25.000.000 di euro di anticipazioni di cassa?». Queste le domande alle quali il consigliere attende risposta.

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