«È tempo di essere seri e di sostenere i nostri consiglieri, in prima linea nella battaglia. Sfiducia pronta, basta con le strumentalità. Ci siamo visti come forze dell’alternativa e abbiamo concordato di presentare una mozione di sfiducia e/o di metterci a disposizione per sostenere quelle che eventualmente verranno proposte da altri schieramenti.». Così le forze di Centrosinistra al culmine della crisi che si è aperta al’interno della maggioranza Bandecchi.
Pd, M5S, Avs, Psi, Casa Riformista-Iv, Rifondazione comunista: «In primo luogo, è utile ricordare, per i meno attenti di ogni schieramento, che è in consiglio comunale, grazie ai consiglieri di centrosinistra, che si è consumato il dramma della ormai ex maggioranza e Bandecchi ha perso la fiducia dei suoi: il bilancio consolidato, infatti, ha ottenuto solo 15 voti favorevoli (la maggioranza è di 17). C’è anche da ricordare che è dalle fila del centrodestra e dei civici per Bandecchi che sono arrivate le astensioni che hanno consentito l’approvazione dell’atto. Per questo diamo mandato ai nostri consiglieri di incontrare gli altri gruppi di opposizione per presentare la mozione sulla base delle regole. Abbiamo, inoltre, proposto di organizzare al più presto, proprio nella sede del consiglio comunale, un’assemblea pubblica di tutte le forze civiche e di centrosinistra, a cui inviteremo parlamentari ed esponenti nazionali ma soprattutto forze sociali, associazioni e cittadini, i veri traditi da Bandecchi. Infine, a livello comunale e provinciale, siamo convocati in sede permanente e già da oggi sono stati invitati, a partire dai prossimi incontri, i segretari regionali dei partiti per condividere un orizzonte comune».
Sul tema interviene anche il segretario regionale del Pd, Damiano Bernardini: «Il Partito Democratico mette in campo tutto il proprio impegno per chiudere al più presto questa triste pagina della vita amministrativa di Terni. Bandecchi tiene in ostaggio la città e non è più accettabile che siano i cittadini a pagare il prezzo di una situazione che danneggia le istituzioni e impedisce di guardare al futuro. È il momento che tutti sentano il richiamo alla responsabilità e facciano la propria parte per mandare a casa questo sindaco. Chi sceglie di continuare a fare da stampella a questa amministrazione, o di ricorrere ad acrobazie istituzionali per garantirle qualche scampolo di sopravvivenza, si assume una responsabilità enorme di fronte alla città, ai cittadini e alle istituzioni».
«Questa fase – prosegue Bernardini – rappresenta una chiamata alla responsabilità per tutte le forze democratiche che hanno a cuore Terni, il suo futuro e il valore delle sue istituzioni. La priorità è riportare la città nel solco di un confronto democratico, restituendo centralità al Consiglio comunale e alla possibilità di un confronto politico libero, trasparente e rispettoso dei cittadini. Le differenze tra le forze politiche continueranno a esserci: proprio per questo è necessario superare questa fase, chiudere una stagione amministrativa che sta danneggiando la città e tornare a confrontarsi sulle diverse visioni e proposte per il suo futuro. In questa prospettiva, nel confronto con tutte le forze di opposizione, non deve essere lasciato inesplorato alcun tentativo utile a porre fine a questa esperienza amministrativa, anche attraverso percorsi che non abbiamo condiviso fin dall’origine. L’obiettivo richiede a tutti uno sforzo di responsabilità. Parallelamente, dobbiamo consolidare un percorso di coalizione e lavorare a un progetto per la città insieme a tutte le forze progressiste e democratiche. Serve un percorso aperto e partecipato, capace di coinvolgere le energie civiche, sociali e politiche della città e di mettere in campo tutti gli strumenti utili a costruire la più ampia unità possibile. Non devono esserci preclusioni sugli strumenti di partecipazione, comprese le eventuali primarie, se necessarie a coinvolgere i cittadini, valorizzare le diverse sensibilità e individuare la proposta migliore per Terni. L’obiettivo è costruire un’alternativa credibile, attraverso un percorso condiviso e senza veti, che metta al centro il futuro della città».


