di M. To.
Niente apparentamenti e niente confronti. I pochi giorni che separano dal ballottaggio attraverso il quale i ternani sceglieranno chi sarà il sindaco per i prossimi cinque anni, vivranno su due certezze.
Elettori in libertà Non c’è stato nessun ‘apparentamento’ – e quindi gli elettori che al primo turno hanno depositato nelle urne una scheda nella quale c’era un voto destinato ad altri candidati che non fossero Leopoldo Di Girolamo e Paolo Crescimbeni, non avranno, almeno ufficialmente, indicazioni ‘di scuderia’. Ma, come vedremo, la vittoria dell’uno o dell’altro avrà ricadute importanti e che potrebbero pesare non poco.
Niente confronti La decisione di Leopoldo Di Girolamo, di non accettare confronti diretti con Paolo Crescimbeni, ha scombinato un bel po’ i programmi – e fatto anche proliferare gli spunti polemici – ma il sindaco uscente appare deciso a non tornare sulle proprie decisioni.
Confartigianato Niente ‘faccia a faccia’ quindi , martedì sera, nella sede di Confartigianato: «Preso atto della volontà con la quale il candidato sindaco Leopoldo Di Girolamo ha inteso annullare tutti i confronti pubblici già programmati con il candidato sindaco Paolo Crescimbeni – informa l’associazione di categoria – siamo costretti, con sentito rammarico, a dover annullare il confronto tra i due candidati previsto presso la nostra sede. Ci dispiace sia stata persa un’importante occasione di confronto con il mondo delle imprese artigiane e piccole imprese».
Il nuovo consiglio Il nuovo consiglio comunale ternano – che sarà composto da 32 membri, invece dei 40 del mandato appena terminato – avrà due volti radicalmente diversi in base a chi vincerà il ballottaggio. Ecco le due ipotesi.
Se vince Di Girolamo I venti consiglieri di maggioranza sarebbero così ripartiti. Il Partito democratico porterebbe in consiglio 14 eletti: Stefano Bucari, Sandro Piermatti, Ranato Bartolini, Sandro Piccinini, Andrea Cavicchioli, Francesco Filipponi, Valdimiro Orsini, Valeria Masiello, Andrea Zingarelli, Fabio Narciso, Stefano De Santis, Jonathan Monti, Paqualino Burgo e Michele Pennoni. Per la lista ‘Cittaperta -Terni dinamica’ entrerebbero tre consiglieri: Saverio Lamanna, Faliero Chiappini e Cristiano Crisostomi. La lista ‘Progetto Terni’ sarebbe rappresentata da due consiglieri: Giuseppe Mascio e Luigi Bencivenga; mentre per ‘Sel-Sinistra per Terni’ ci sarebbe Francesca Malafoglia. In caso di sconfitta, in consiglio comunale andrebbero Di Girolamo, Bucari, Piermatti, Bartolini, Piccinini, Cavicchioli, Filipponi, Orsini e Lamanna.
Se vince Crescimbeni I venti consiglieri di maggioranza sarebero così ripartiti. Forza Italia porterebbe Francesco Ferranti, Stefano Fatale, Federico Brizi, Valeria Silvestro, Gabriella Caronna, Raffaello Federighi, Rita De Ciantis, Mauro Leonori, Vittorina Sbaraglini, Roberta Persichetti e Luca Proietti Scorsoni. Fratelli d’Italia sarebbe rappresentato da Marco Cecconi, Manuela Beltrame, Flavio Renzi e Laura Delibra. La lista ‘I love Terni’ potrebbe contare su Enrico Melasecche, Giovanni Cicioni, Massimo Carignani e Cinzia Fabrizi, mentre per ‘Terni città futura’ entrerebbe Michele Rossi. In caso di sconfitta, ad entrare in consiglio sarebbero Crescimbeni, Ferranti, Fatale, Brizi, Cecconi e Melasecche.
Gli altri Nel caso di vittoria di Di Girolamo, il Movimento 5 Stelle sarebbe rappresentato da cinque consiglieri: Angelica Trenta, Thomas De Luca, Valentina Pococacio, Federico Pasculli e Patrizia Braghrioli; mentre la loro rappresentanza si ridurrebbe ai primi tre nel caso in cui vincesse Crescimbeni. Anche il destino de ‘Il Cammello’ è legato all’esito del ballottaggio: in caso di affermazione del sindaco uscente, Franco Todini entrerebbe in consiglio comunale; mentre ne resterebbe fuori se vincesse Crescimbeni.
