di Massimo Colonna
Passa in consiglio comunale il piano di riequilibrio finanziario varato dalla giunta Di Girolamo. Con 18 voti favorevoli e 11 contrari il documento è stato così varato anche dall’assemblea cittadina e ora passerà al vaglio del ministero dell’Interno e della corte dei Conti. La maggioranza ha votato compatta per il sì così come l’opposizione si è espressa contro. Alla fine della seduta, intorno alle 19, ecco il voto nominale che ha dunque messo fine al percorso all’interno del Comune del piano. Passati anche due emendamenti, uno della giunta e uno della maggioranza. Si tratta di un emendamento tecnico che permette alcune modifiche tecniche del piano e di una serie di priorità di interventi definiti dalla maggioranza.
La riunione dei capigruppo In apertura di consiglio, assenti per motivi di salute i consiglieri di maggioranza Crisostomi e Bencivenga, il presidente Giuseppe Mascio ha convocato una riunione dei capigruppo per fare il punto in merito al futuro della partecipate ed in particolare delle farmacie comunali, finite al centro del piano di riorganizzazione delle municipalizzate. Proprio su questo tema il primo ad intervenire è stato il consigliere di Fratelli d’Italia Marco Cecconi, il quale ha chiesto l’annullamento della delibera del predissesto: secondo Cecconi nello statuto delle farmacie ci sarebbero dei vincoli che non permetterebbero la vendita a privati di quote societarie.
Il primo voto La mozione sull’ordine dei lavori di Cecconi è stata respinta dal voto dell’assemblea. A seguire poi sono iniziati gli interventi dei vari consiglieri. «Il Comune – ha spiegato Enrico Melasecche, capogruppo della lista civica I love Terni – ha approvato il rendiconto della gestione 2015 dal quale è emerso un disavanzo di amministrazione di 58.359.131,83 di euro con ripiano in tre anni dell’importo di 3.445.015,03 euro, pari al disavanzo ordinario (del solo 2015) e ripiano in 30 anni per l’importo di 54.914.116,80 euro relativo al riaccertamento straordinario. Tale voragine di debiti accumulata e nascosta fra le pieghe di bilanci degli anni precedenti costituisce una precisa responsabilità di chi ha amministrato Terni nel corso delle ultime consiliature».
La relazione dell’assessore Piacenti Illustrando l’atto a nome della giunta, l’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi lo ha definito «un passaggio di verità, chiarezza e trasparenza nei confronti della città. Con questa manovra prendiamo atto innanzitutto della situazione che si è venuta a determinare nel corso del degli anni e che oggi diventa emergenziale con le nuove regole di finanza pubblica. Il piano di riequilibrio è un atto di responsabilità di questa maggioranza, ma non un atto rivoluzionario, semplicemente l’adesione ad una procedura prevista dalla legge, alla quale stanno ricorrendo molti altri enti. Questa amministrazione non ha mai nascosto le difficoltà dell’ente che sono emerse con le nuove regole contabili e che hanno radici antiche. Appena insediati ci siamo messi a lavorare seriamente per la verifica dei servizi, sui residui, sul debito».
Via agli interventi Dopo la pausa di metà giornata i lavori sono ripresi a Palazzo Spada. Il primo a prendere la parola è Valdimiro Orsini del Partito democratico. «Mi sento di ringraziare la giunta per il piano di rientro, perché con questa manovra si mette un punto e si riparte. E’ un nuovo segnale di quanto questa amministrazione abbia fatto per il bene della città». Franco Todini (Il Cammello), ha fatto notare come l’amministrazione abbia «già scaricato trent’anni di debiti sui cittadini e non può ora vantarsi di non aumentare i tributi: cos’altro volete addossargli ai cittadini? Non stiamo parlando di un piano di riequilibrio perché gran parte di esso riguarda i debiti fuori bilancio che però mancano di alcune caratteristiche essenziali: non si tratta di spese fatte per emergenze, ma di una pratica politica amministrativa di alterazione permanente di tutti i bilanci». Valentina Pococacio (M5S) ha iniziato il suo intervento facendo riferimento a una mail trasmessa da parte dell’assessore Piacenti sulla questione della cessione quote di Farmacia Terni, chiedendo alla giunta «a che titolo un professionista esterno prepari gli atti di gara e le perizie senza una determina d’incarico e si rivolga direttamente all’assessore stesso». Anche Angelica Trenta e Federico Pasculli (M5S) nei loro interventi hanno criticato l’amministrazione. «Il raffronto tra il programma di governo con il quale la coalizione di centrosinistra si era presentata agli elettori e la situazione attuale basti da solo a far capire il fallimento totale dell’amministrazione». Paolo Crescimbeni (Gm) ha parlato di «una discussione dai toni surreali: un’amministrazione che si vanta dell’operazione predissesto come se fosse un obiettivo raggiunto e dall’altra di una città che pone delle domande sui debiti, sugli sprechi che non trovano risposte».
Parla il sindaco «Voglio ringraziare – ha spiegato il sindaco Leopoldo Di Girolamo – tutti i consiglieri comunali che partecipano ai lavori del consiglio, che fanno sentire il loro sostegno a una manovra che vuol dare un futuro a questo comune e a questa città. Ritirarsi ora sarebbe non solo un tradimento del mandato elettorale ma un danno alla comunità ternana che vedrebbe meno l’azione amministrativa necessaria per cogliere le opportunità che questa amministrazione, insieme al governo e alla Regione, è riuscita a costruire nei mesi scorsi. Le opportunità dell’Area di crisi complessa, del Patto per lo sviluppo siglato con la Regione, di Agenda Urbana e dei fondi europei, possono essere colte e sono una risposta concreta alle aziende, ai cittadini, alle associazioni, a tutti colori che chiedono risposte concrete alle difficoltà di questa stagione».


