di Chia.Fa.
Giornata politica convulsa per il sindaco Daniele Benedetti e l’assessore allo sviluppo economico Margherita Lezi. Sì, perché nel corso del consiglio comunale di lunedì la maggioranza è andata sotto, diciassette a tredici, sull’inversione dell’ordine del giorno richiesta dal consigliere d’opposizione Gianmarco Profili (gruppo Misto), salvo poi respingere la mozione sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione con un solo voto di scarto.
Bagarre in aula Come avevano annunciato qualche settimana fa nel corso di una conferenza stampa convocata per formalizzare l’esposto alla Corte dei conti sulla Casina dell’Ippocastano, i quattordici consiglieri di opposizioni hanno aperto il consiglio comunale con la richiesta dell’inversione dei punti all’ordine del giorno. Operazione messa a punto con lo scopo di discutere in aula l’ultima mozione presentata, quella con cui, a partire dalla querelle sulla Casina, si chiede al sindaco la revoca della deleghe affidate all’assessore allo sviluppo economico Margherita Lezi (Pd). Al momento della votazione sull’inversione a schierarsi con le opposizioni sono i tre Socialisti della maggioranza (Enzo Alleori, Aliero Domini e Paolo Piccioni). Ergo: la maggioranza va sotto 17 a 13 e chiede una sospensione.
Riunione di maggioranza I sedici consiglieri entrano furibondi nella sala di Giunta dove per venti minuti buoni si consuma l’ennesimo scontro politico tra le due anime della maggioranza, il Pd e i Socialisti. Come noto, i rappresentanti eletti tra le file del partito del garagono nel corso del mandato Benedetto in diverse occasioni, la più eclatante delle quali è sicuramente la sofferta elezione del presidente del consiglio comunale del gennaio 2011, non hanno votato in linea con la maggioranza. In un primo momento, comunque, a rientrare in aula sono solo i consiglieri del Pd mentre risultano assenti i tre socialisti, che arriveranno tra i banchi a discussione già ampiamente decollata.
La maggioranza regge per un voto Alla dichiarazioni di voto le opposizioni, neanche a dirlo, confermano il proprio voto favorevole, il Pd, che precedentemente e per bocca del capogruppo Marco Trippetti aveva annunciato la non partecipazione alla discussione, non si esprime, mentre il capogruppo dei Socialisti Enzo Alleori annuncia voto contrario specificando, però, «il consigliere Dominici (il terzo socialista, ndr) sceglierà autonomamente». E Dominici, infatti, dopo un intervento politico con cui prende formalmente le distanze dall’operato dell’Ente e da quello della Giunta, dichiara l’astensione. La maggioranza, in sostanza, resta in piedi con 15 voti contro 14 più il consigliere astenuto. Rimane, invece, apertissima la partita politica con gli alleati socialisti a cui, dopo i due fuoriusciti dalle fila del Pd, è appesa la stabilità della maggioranza che, senza i tre voti dei rappresentanti del garofano, non avrebbe i numeri per restare al governo della città ducale.
