di C.F.
Sandro Cretoni lascia Rinnovamento e passa al gruppo Misto. Giovedì mattina il vicepresidente del consiglio comunale di Spoleto, che alle ultime regionali con la maglia della Lega Nord ha rastrellato 1.017 preferenze, di cui 803 in città, ha informato l’assemblea della propria decisione senza, però, motivarla.
REGIONALI: TUTTE LE PREFERENZE
Cretoni passa al gruppo Misto La mossa è un contraccolpo del risultato uscito dalle urne sia per la Lega Nord che per lo stesso Cretoni che non tarda a bollare come «micidiale» il successo elettorale. «Volevo fondare il gruppo della Lega, ma per regolamento servono tre consiglieri – racconta a Umbria24 – quindi ho deciso di passare nel Misto per correttezza nei confronti delle tante famiglie e ragazzi che mi hanno dato fiducia, tuttavia – precisa – non uscirò dalla maggioranza». L’assemblea, comunque, sarà dettagliatamente informata delle motivazioni nella prossima seduta, presumibilmente il 10 giugno.
REGIONALI: I VINCITORI COMUNE PER COMUNE
«Regionali? Risultato micidiale» L’occasione, però, è anche buona per commentare a mente lucida le oltre mille preferenze incassate: «A Spoleto – dice tra un saluto e una stretta di mano ai passanti – sono stato il più votato in assoluto nonostante una campagna elettorale impostata con 400 euro, ma quello che è micidiale è ricordare come quando a fine novembre abbiamo iniziato come Lega a Spoleto fossimo appena quattro gatti, non per modo di dire, proprio in quattro eravamo».
Cretoni il più votato a Spoleto A distanza di sei mesi Cretoni con la Lega gonfia i muscoli davanti ai democratici più votati in città anche se non spoletini Luca Barberini e Donatella Porzi, che tra le mura ducali hanno raccolto rispettivamente 684 e 637 preferenze, e doppia abbondantemente Maurizio Hanke che nalla sua Spoleto si ferma a 331, poco sopra l’alleato di Forza Italia Aldo Traccheggiani (317). Ma a Cretoni va molto oltre anche i candidati spoletini del Cinque stelle Agnese Protasi (532) e Angelo Conti (441) e se gli si chiedono lumi sul futuro la risposta è una: «Ancora dobbiamo brindare con Matteo». Salvini naturalmente.
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