Il sindaco Benedetti all'assemblea di San Giacomo (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice 

«Le mie dimissioni apriranno nuovi scenari, spostando l’attenzione dalla mozione di sfiducia alla definizione di un bilancio e piano di Rientro concertato e credibile». Arrivano nel bel mezzo dell’assemblea pubblica di San Giacomo, la prima delle quattro in programma fino a sabato, le parole del sindaco Daniele Benedetti che, di fronte a un centinaio di persone, ha accennato la strategia che lo guiderà da qui al 24 ottobre «giorno in cui torneremo in aula per discutere la mia sfiducia».

Le dimissioni Per la verità il primo cittadino non si è dilungato troppo sul passo indietro, limitandosi a chiarire quello che ormai tutti sanno da diversi giorni: «Le dimissioni sono funzionali e utili all’approvazione dei due documenti economici». La volontà, o meglio necessità, è quella di cercare sponde a una maggioranza senza numeri, richiamando alla compattezza le sfilacciate forze di coalizione e invitando alla responsabilità le agguerrite opposizioni, da ieri ancora più imbufalite per il forcing sull’ordine del giorno del consiglio.

TUTTO SUL BUCO DI BILANCIO

Piano di rientro, via ad alienazione azienda Giano Dopodiché le due ore di incontro sono state spese per illustrare ai cittadini, ma soprattutto ai tanti esponenti e militanti politici presenti, le cause del buco di bilancio e le azioni, ancora senza cifre, con cui si intende ripianarlo. Ribadita la necessità di ritoccare all’insù qualche aliquota fiscale, stringere sull’evasione, alienare parte del patrimonio, a cominciare dai 150 ettari dell’azienda agricola di Giano dell’Umbria, e, naturalmente, razionalizzare la spesa.

Riaccertamento ok Pochi dubbi, invece, tra tecnici e politici di Palazzo sulla bontà del riaccertamento straordinario contestato nei giorni scorsi dall’ex direttore generale, Angelo Cerquiglini, che, in un documento inviato alla Corte dei Conti, sostiene che il buco di bilancio sia sovradimensionato a causa della cancellazione di crediti vantati legittimamente dell’Ente.

Pochi cittadini, toni pacati Il clima, va detto, non ha fatto registrare particolari momenti di tensione, così come tutt’altro che massiccia è stata la partecipazione, specie tra la cittadinanza. Chi si aspettava un’arena, insomma, è rimasto deluso. Certo, Benedetti, affiancato da quel che resta della giunta e da tutti i dirigenti, è stato comunque pesantemente incalzato da i consiglieri di opposizione Fabrizio Cardarelli (Rinnovamento) e Carlo Petrini (Pdl), e anche dai cittadini che hanno calcato la mano sui costi dei dirigenti, del portavoce e sull’assunzione della segretaria del sindaco poi licenziata, ma anche sull’immobilismo dell’amministrazione su fronti dai chiari profili economici come la gestione dei rifiuti.

Benedetti vs Brunini Benedetti, comunque, ha ribadito: «È matematicamente impossibile che un disavanzo sa 9.7 milioni possa essere stato creato in quattro anni, i problemi iniziano dai primi anni 2000». Evidente, ancora una volta, il riferimento all’ex sindaco Massimo Brunini. Stasera alle 21 è il calendario prevede l’assemblea a San Martino In Trignano, fortino proprio di Brunini.