Palazzo Spada (foto Marta Rosati)

«Noi giovani di Azione cattolica ringraziamo i candidati sindaco per aver partecipato agli incontri ‘La prima volta non si scorda mai’, in cui possiamo dire di aver sperimentato un momento di confronto libero e aperto sui problemi e sulle potenzialità della nostra città. Scriviamo per concludere un primo cammino sistematico di discernimento ecclesiale. Il discernimento ecclesiale è essenziale per la vita della chiesa locale, per l’Azione cattolica e per ciascuno di noi».

THOMAS DE LUCA

LEONARDO LATINI

Le priorità I giovani di Azione cattolica pongono l’attenzione sui temi ‘caldi’ e realizzabili nel breve periodo: il riordino della macchina comunale; chiusura virtuosa del ciclo dei rifiuti; l’integrazione dei cittadini stranieri; l’Università, il decoro urbano; la rivitalizzazione del centro cittadino; l’apertura prolungata dei luoghi della cultura.

LATINI-DE LUCA: SFIDA IN 4 MINUTI

Riorganizzazione del Comune «Non servono grandi progetti necessariamente astratti e inefficaci. Si dovranno stabilire quali siano le priorità di azione del sindaco e della giunta e raggruppare intorno a quelle priorità le migliori e più motivate risorse umane di cui l’amministrazione comunale dispone. Nei prossimi anni sarà determinante la capacità di ben rappresentare la città sui tanti tavoli negoziali interni ed esterni».

Il ciclo dei rifiuti «Terni ha già avviato un percorso virtuoso, ma occorre un sempre maggiore impegno da parte dei cittadini per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti. Crediamo sia fondamentale – scrivono i giovani di Azione cattolica – investire in nuove tecnologie che permettano la chiusura in modo virtuoso del ciclo dei rifiuti. Il miglioramento ulteriore della raccolta differenziata sia in termini quantitativi (raggiungere 80%) che qualitativi (minori scarti dai processi selettivi a valle della raccolta) produrrà un quantitativo da inviare a trattamento finale (discarica o valorizzazione energetica) sicuramente marginale, che non richiederà la costruzione di nuovi impianti o l’utilizzo di quelli già esistenti nel nostro territorio. L’Amministrazione Comunale dovrà favorire sia iniziative finalizzate al miglioramento della raccolta differenziata nonché alla diminuzione della produzione dei rifiuti (vuoto a rendere, maggior numero di fontanelle d’acqua, recupero alimentare).

L’integrazione dei cittadini stranieri «Terni per invertire questa fase di declino che dura ormai da tanti anni non può fare a meno dei cittadini stranieri che si sono stabiliti nella nostra città. Dobbiamo assolutamente evitare l’equazione ‘più stranieri = più delinquenza’. Abbiamo il dovere di mettere in atto tutte le iniziative possibili per favorire l’integrazione tra tutti i cittadini che risiedono a Terni. A tale scopo potrebbe essere utile rivitalizzare la Consulta comunale per l’integrazione, modificandone lo statuto (affinché in essa siano presenti anche cittadini italiani) e creandone un’articolazione specifica fatta da giovani. Questi organi non dovrebbero essere solamente consultivi, ma anzitutto propositivi»

L’Università «Senza istruzione terziaria, cioè essenzialmente senza una sede universitaria vera, Terni non ha la possibilità di ricominciare a crescere. Se ne parla da 40 anni ma quello che è stato fatto si sta rivelando sempre più insoddisfacente: scarse le relazioni virtuose con la città, quasi solo rapporti episodici di consulenza con le imprese locali, isolati i casi di successo, ridimensionata la presenza didattica, latitante una vera e propria strategia di sviluppo pensata e voluto dall’Ateneo di Perugia come sua priorità. Si aprono a questo punto due strade: collaborazione con altri atenei dell’Italia centrale, coinvolgimento coraggioso di ingenti risorse private; l’obiettivo è avere un polo universitario che attragga studenti in virtù della sua offerta didattica di alto livello, delle sue attività di ricerca, della disponibilità di servizi aggiuntivi legati alla vita universitaria: residenzialità, sport, esperienze di tirocinio nelle imprese. Nello specializzare e innalzare di livello l’offerta formativa appare necessario anche ampliare le possibilità di corsi didattici a master e corsi di alta formazione.

Il decoro urbano «Occorre una sensibilizzazione affinché tutti i cittadini si prendano cura di questi spazi prima di tutto rispettandoli e non sporcandoli. Crediamo sia opportuno dare ampia rilevanza sia ai patti di collaborazione del Comune, che ai gruppi volontari, come Retake e Mi rifiuto che stanno nascendo per la pulizia e la cura dei luoghi pubblici. Rivitalizzare il centro cittadino vuol dire innanzi tutto renderlo ricco di presenze numerose e diverse. Piccole imprese innovative, spazi per il coworking, spazi per gli studenti delle scuole secondarie e per quelli universitari, BCT aperta tutti i giorni fino alla tarda serata, decisa e irreversibile pedonalizzazione, bikesharing, ampia possibilità di tavoli all’aperto, Wi-fi funzionante libero e gratuito. Gli esercizi commerciali, quelli relativi alla ristorazione e quelli della movida, sono attori fondamentali per il centro cittadino solo se inseriti in un contesto di sistema, di cui anche il Comune è attore fondamentale. Va stimolato e sostenuto il protagonismo con regole chiare e con obiettivi condivisi. Non si possono fare politiche strabiche che, ad esempio, ignorano la mobilità smart e al tempo stesso pretendono di attivare un centro commerciale naturale. Il centro città dovrà anche essere reso raggiungibile dalle zone più lontane della città senza l’uso di mezzi privati a motore con il fine anche di decongestionare la circolazione del traffico».

La cultura «Sogniamo biblioteche di pubblica lettura, quelle aperte a tutti, ad ogni ora del giorno, per tutti i giorni della settimana, definite piazze del sapere. Sono luoghi di incontro, di consumo culturale, spazi per realizzare progetti collettivi, per darsi un appuntamento e discutere non solo di libri. E i luoghi di incontro, le piazze, non possono essere chiusi alla fine del pomeriggio, o restare sbarrati per un’intera domenica. Le piazze seguono e dettano gli orari della vita della città. Una biblioteca come la Bct deve seguire gli orari della vita della città, della vita del suo centro storico. Una proposta che ci viene in mente potrebbe essere quella dell’apertura dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 24.00, la domenica apertura dalle 10.00 alle 20.00».

 

 

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