In Umbria è emergenza idrica

di Ivano Porfiri

La Regione Umbria chiede al governo lo «stato di emergenza idrica». Un passo ufficiale per anticipare gli effetti di quella che si prevede come un’estate tra le più secche, dato che dallo scorso agosto di pioggia se ne è vista pochissima.

Sorgenti e falde a secco Tutto è partito dal Dossier della Regione che Umbria24 ha pubblicato nei giorni scorsi, nel quale si fa il punto sulle riserve naturali. E i dati sono sconfortanti: sia le falde che le sorgenti appenniniche sono ai minimi storici, come emerge dalle tabelle pubblicate nello studio.

Alcuni dati In Umbria la crisi idrica si è accentuata lo scorso agosto,  facendo registrare una carenza di precipitazione mensile del 90%. A marzo 2012 si è inoltre verificato un deficit superiore all’83%, equivalente a circa 59 mm di precipitazioni in meno. L’attuale deficit è del 61% rispetto a quanto piove mediamente, il ché si traduce in circa 314 mm di pioggia in meno su tutto il territorio regionale rispetto al precedente anno ideologico.

Il passo ufficiale Dopo un’attenta analisi della situazione, dunque, la Giunta regionale dell’Umbria, su proposta degli assessori all’ambiente, Silvano Rometti, e all’agricoltura,  Fernanda  Cecchini, si è mossa ufficialmente richiedendo al governo il riconoscimento dello «stato di emergenza idrica», con l’obiettivo di «attivare le azioni necessarie a mitigare gli effetti che la mancanza di precipitazioni ha sugli approvvigionamenti idropotabili, sull’irrigazione e sulla tutela ambientale».

Trasimeno e Montedoglio Attualmente in Umbria  soffrono la siccità  fiumi, falde, invasi e sorgenti, con valori notevolmente al di sotto delle medie stagionali. Il Lago Trasimeno ha raggiunto i meno 91 cm rispetto allo zero idrometrico e l’invaso di Montedoglio ha attualmente un volume utile di 28 milioni di metri cubi, mentre molti fiumi hanno portate inferiori al minimo vitale.

A rischio l’acqua da bere «Una situazione preoccupante – hanno detto Rometti e Cecchini – che la Giunta regionale intende affrontare per tempo attivando, insieme agli altri soggetti interessati, tutte le misure più idonee ad evitare possibili e più pesanti criticità. Il perdurare di questo stato di crisi idrica, che si presenta peggiore di quelle del 2002 e del 2005,  potrebbe creare già dai prossimi mesi una situazione insostenibile non solo per l’approvvigionamento idropotabile, ma anche per tutte le attività economiche produttive che si basano sulla risorsa idrica, con particolare riferimento all’agricoltura».

Cabina di regia Intanto già giovedì 5 aprile, per fare il punto della situazione e  valutare le prime misure operative per fronteggiare  la crisi Rometti e Cecchini hanno riconvocato la «cabina di regia»  di cui fanno parte le Province di Perugia e Terni, gli Ati e le associazioni di categoria degli agricoltori.

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One reply on “Siccità, l’Umbria chiede al governo lo stato di emergenza: «A rischio l’acqua potabile»”

  1. disastro anche qui al Nord Italia… non resta che sperare in una seconda parte di primavera umida… ma in Italia e in tutti i paesi del Mediterraneo ci vogliono i DISSALATORI di acqua marina…

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