«Le scelte politiche della destra regionale e locale determineranno il progressivo svuotamento dell’area della Centrale Umbra con la perdita dei servizi essenziali». Così gli esponenti Pd a diversi livelli e dai vari territori coinvolti a proposito della decisione della Giunta Regionale di accorpare gli Istituti comprensivi di Montecastrilli- Avigliano Umbro e Acquasparta-San Gemini.

Istituto unico «Sono stati nterpellati soltanto i sindaci dei comuni di Montecastrilli e Acquasparta; è una scelta miope e scellerata» è la posizione dei circoli del Pd della Centrale Umbra che a seguito della delibera di giunta Regionale hanno urgentemente convocato un incontro online invitando le minoranze dei consigli comunali compresi i rappresentanti del Partito Socialista, alcuni amministratori di maggioranza del comune di Avigliano Umbro e il Sindaco Conti il quale ha dichiarato la sua contrarietà all’accorpamento dei due Istituti. Hanno partecipato, inoltre, i referenti e i delegati alla scuola del Pd, sia a livello regionale che provinciale. I segretari dei Circoli della Centrale Umbra hanno invitato anche la Segretaria generale Federazione Uil scuola rua Umbria, Lucia Marinelli e il Segretario generale Flc Cgil Terni, Marco Vulcano i quali nella riunione hanno rimarcato la gravità della decisione presa dalla Giunta Regionale, sostenuta dai Sindaci interpellati e non condivisa con le comunità scolastiche.

Rete scolastica regionale I Segretari dei Circoli del Pd sono fortemente contrari «perché con questa decisione si colpisce l’area della Centrale Umbra che, oltre ai disservizi che riguardano la sanità, perderà anche servizi educativi adeguati alle diverse identità dei territori. La linea politica della destra regionale e locale condurrà, nel breve e medio periodo, verso la chiusura dei piccoli plessi scolastici ancora diffusi nelle frazioni. Con l’accorpamento dei due Istituti comprensivi si creerebbe un ‘mostro burocratico’ ingestibile, scollato tra i territori e la comunità scolastica e composto da circa 1336 alunni, 18 plessi e 4 comuni. Si perde una scuola con una offerta formativa omogenea per tutti, all’interno di comunità organizzate per piccoli plessi secondo una logica di reciprocità con il territorio».

Pd A esprimere forte contrarietà: Benedetta Baiocco, capogruppo PD di opposizione Comune di Montecastrilli; Claudia Sensini, Segretaria Circolo PD di Montecastrilli; Daniele Gentili, Segretario Circolo Pd di Avigliano Umbro; Luca Longhi, Capogruppo di maggioranza del Comune di Avigliano Umbro; Antonella Rivelli, Segretaria circolo Pd di Acquasparta; Angelo Camilli, Segretario circolo Pd di San Gemini.

I Dem A picchiare duro contro la riforma anche Fabio Paparelli (consigliere regionale Pd), Francesco Filipponi (responsabile scuola segreteria regionale Pd), Elisabetta Mascio (consulta regionale scuola Pd), Daniele Longaroni, Luciano Conti e Nicoletta Valli (consiglieri provinciali Terni): «Si colpisce ancora una volta la Provincia di Terni ed in particolare l’area della Centrale Umbra, causando così gravi disservizi alla rete educativa del territorio. Si tratta di una scelta scriteriata compiuta in attuazione di una riforma altrettanto scellerata, come quella voluta dal governo di centrodestra; la Regione Umbria aveva una carta da giocare, lo status di regione terremotata, che non è stata in grado o non ha voluto giocare, per ottenere le necessarie deroghe. L’area della centrale umbra – proseguono – sarà tra le prime a subirne gli effetti, con la conseguente creazione di un ingestibile ‘mega istituto’ con quasi 1400 studenti in un’area montana.  Le scuole sono della comunità, le istituzioni locali sono chiamate a rispondere alla comunità, non possono da sole decidere del destino delle scuole e delle famiglie. Auspichiamo che la Presidente della Provincia di Terni Pernazza, impugni la delibera a difesa della decisione assunta dal consiglio provinciale di Terni in modo pressoché unanime».

Psi contro «La decisione oltre che dannosa e approssimativa testimonia tutta la superficialità con cui si tratta il mondo della scuola da parte del governo regionale di centrodestra – commentano dal Partito socialista -. I due istituti, al di là dei problemi quotidiani, costituiscono esempi di ‘buona scuola’. Hanno intessuto un profondo legame con le istituzioni pubbliche a partire dai comuni, quello economico, quello sociale e con le famiglie, che si ripercuote positivamente sull’educazione e sull’istruzione dei ragazzi.
Interrompere questi meccanismi testimonia l’essenza della politica del centrodestra
umbro che gestisce queste politiche solo in modo utilitaristico, quando invece è opportuno,
anziché tagliare, investire ed aggiungere risorse sulla scuola».

Socialisti «Tra l’altro – proseguono Federico Novelli (Segretario Regionale Psi) e Giuseppe Chianella (Segretario Federazione Provinciale Psi Terni) – tale scelta avviene fuori dai criteri che la stessa amministrazione regionale si era data ad agosto, in spregio ad ogni forma di partecipazione, dovremmo dire ‘con il favore delle tenebre’ e, sembrerebbe, con la complicità dei sindaci di Acquasparta, San Gemini e Montecastrilli, evidentemente succubi delle decisioni regionali e nazionali per appartenenza politica, a scapito dell’interesse del mondo della scuola e dei propri territori. Tale scelta produrrà un istituto in un territorio di oltre 200 kmq con 18 plessi e tutte le difficoltà conseguenti. Invitiamo la Giunta Regionale a ritirare la delibera».

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