di C.P.
«Cosa rimane se si toglie a un paese di 5 mila abitanti la scuola?». Questa la domanda con cui Luca Arcangeli, presidente del consiglio d’istituto di Acquasparta, chiude la conferenza stampa per fare il punto sugli accorpamenti che vedono coinvolte alcune scuole in provincia di Terni. In particolare, su Montecastrilli e Acquasparta: «Due realtà totalmente diverse che rischiano di essere rovinate. Entrambe da sole hanno la forza per costruire il futuro dei ragazzi. Se necessario, faremo ricorso al Tar e al Consiglio di Stato». Poi l’appello al presidente della Repubblica: «Venga a trovarci, noi siamo pronti con delle proposte».

Dimensionamento A ripercorrere le vicende nel dettaglio e dare qualche dato è Lucia Marinelli, segretaria generale Uil scuola Umbria. L’ipotesi di accorpamento che coinvolge i due istituti comprensivi di Acquasparta e Montecastrilli nasce malgrado «l’evidenza del mancato rispetto dei criteri stabiliti», per altro dalla proposta dell’assessore Agabiti. Tra questi, spiega Marinelli, «priorità all’unione di scuole sottodimensionate ed esclusione delle zone montane; e priorità rispetto alla costituzione di istituti comprensivi». Ma le due scuole in questione nei tavoli precedenti, sia in Provincia che in Regione, non sarebbero mai state prese in considerazione, perchè «non si tratta di istituti sottodimensionati, quindi sotto ai 600 alunni». Anzi, numeri alla mano, entrambi ne hanno quasi 700. L’accorpamento, in sostanza, unirebbe sotto un’unica dirigenza due istituti comprensivi che già inglobano quattro comuni, ovvero Acquasparta, San Gemini, Montecastrilli e Avigliano Umbro, per un totale di 1375 studenti e 16 plessi scolastici.

Acquasparta-Montecastrilli L’accorpamento dei due istituti, secondo Arcangeli, «compromette irreversibilmente l’importante lavoro didattico fatto a partire dal 2000, che ha portato l’istituto comprensivo di Acquasparta ad essere già una realtà di eccellenza, con continue innovazioni, in armonia con un difficile territorio già frammentato e montano in micro realtà, sviluppatesi intorno ai vari plessi scolastici. Tale ingiustificata scelta – conclude – desta preoccupazioni sul futuro dei nostri ragazzi». Inviata una lettera anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Venga a trovarci, a conoscere la nostra realtà, i nostri ragazzi, le famiglie, i docenti e il personale scolastico. Vi chiedo – scrive il presidente d’istituto di Acquasparta – di fare vostra la nostra istanza».

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