di Daniele Bovi
Il rinnovo dei contratti di quattro direttori dei distretti dell’Usl Umbria 1 – in teoria pensato per durare cinque anni – resiste appena cinque giorni. Sabato infatti il direttore generale dell’Azienda, Nicola Nardella, ha fatto marcia indietro disponendo la parziale sospensione del provvedimento varato giorni fa e prorogando i contratti solo fino al 30 giugno.
Le proroghe Il 19 dicembre infatti l’Usl aveva deciso di prorogare per cinque anni gli incarichi di Daniela Felicioni per quanto riguarda il distretto dell’Alto Tevere, di Paola Tomassoni per quello dell’Alto Chiaschio, di Ilaria Vescarelli per quello dell’Assisano e di Emilio Paolo Abbritti per quello del Trasimeno (per quello del Perugino invece il mandato di Barbara Blasi scadrà il 30 giugno del 2026). Un provvedimento – rimbalzato anche in moltissime chat – che nel pieno del cambio di governo regionale aveva fatto saltare sulla sedia la presidente Stefania Proietti e il resto della giunta.
Riunioni e lettere Benché non all’ordine del giorno, della delibera si è parlato anche nel corso della prima seduta del nuovo esecutivo, in particolare nella parte in cui era presente il direttore regionale della Sanità Massimo D’Angelo. E così il 24 D’Angelo ha scritto alla Usl rilavando «una contraddizione» tra la delibera e il testo unico regionale in materia di sanità, rivolgendo «l’invito» a ritirare in autotutela il provvedimento e «ad assumere atti coerenti con la normativa regionale vigente – scrive la Usl -, inclusa l’acquisizione del parere del Creva (il Comitato regionale di valutazione presieduto da D’Angelo, ndr) relativamente alla istituzione delle strutture complesse». Sì perché a far discutere molto era anche la trasformazione, decisa con l’ormai famosa delibera, delle strutture da semplici a complesse.
Le motivazioni Le proroghe erano motivate «nelle more della definitiva approvazione del Piano sanitario regionale», mai varato dal consiglio per lo scontro interno alla maggioranza e quindi decaduto con il via della nuova legislatura, e con l’obiettivo di «garantire continuità nella gestione aziendale». «L’adozione della deliberazione oggetto di osservazioni – scrive ora il dg sospendendo tutto – era motivata dalla necessità di assicurare continuità gestionale alle strutture distrettuali, facendo riferimento in particolare al dibattito che si era sviluppato in merito alla esigenza di modificare l’ambito territoriale dei distretti e alla formalizzazione della proposta del Psr da parte della giunta regionale del tempo». Nardella parla poi anche della «incertezza dei tempi necessari a portare a termine le procedure previste per la copertura delle strutture complesse».
Stabilità Insomma, dato il contesto la Usl – a differenza di quanto fatto nella 2 – ha preferito «dare stabilità all’organizzazione aziendale – sottolinea il dg – e non attribuire incarichi aventi carattere di straordinarietà e precarietà, che avrebbero avuto una durata molto lunga perché connessa a quella necessaria per portare a termine i concorsi di struttura complessa». Per prendere tutte le decisioni del caso la giunta avrà quindi tempo fino alla fine di giugno. Nulla cambia invece riguardo all’esito, «pienamente positivo», della procedura di valutazione dei direttori.
