La sede della Usl 1

di Daniele Bovi 

La partita della sanità territoriale sarà una di quelle chiave per la giunta di Stefania Proietti che, nelle ultime ore, si è trovata davanti la questione del rinnovo dei vertici delle strutture attraverso le quali sono organizzate le due Usl; una vicenda sulla quale queste ultime hanno imboccato strade diverse.

La delibera Domenica in moltissime chat WhatsApp è arrivata la delibera dell’Usl Umbria 1 con la quale venerdì quattro direttori dei distretti su sei – il cui incarico è in scadenza il 31 dicembre dopo il periodo di proroga deciso a giugno – vengono rinnovati per cinque anni e «comunque  – è scritto nell’atto – non oltre gli eventuali mutamenti degli assetti organizzativi derivanti dalla definitiva approvazione del Piano sanitario regionale e/o diversa configurazione dell’atto aziendale».

Le decisioni In particolare si parla di Daniela Felicioni per quanto riguarda il distretto dell’Alto Tevere, di Paola Tomassoni per quello dell’Alto Chiaschio, di Ilaria Vescarelli per quello dell’Assisano e di Emilio Paolo Abbritti per quello del Trasimeno. Per quanto riguarda quello del Perugino invece il mandato di Barbara Blasi scadrà il 30 giugno del 2026. Proroghe che arrivano dopo il prolungamento dei contratti per sei mesi deciso a giugno. L’atto della Usl ha fatto saltare sulla sedia anche qualche neo assessore, sorpreso per questa scelta dato il cambio di governo, ed è in queste ore molto discusso negli ambienti sanitari.

Le motivazioni Nel documento il direttore generale Nicola Nardella (il cui incarico scadrà il 30 settembre 2026), scrive che la proroga è stata decisa «nelle more della definitiva approvazione del Piano sanitario regionale», il disegno di legge adottato dalla giunta Tesei nel 2022 ma mai approdato in consiglio a causa dello scontro interno alla maggioranza. Disegno di legge che però, non avendo mai ricevuto il via libera del consiglio regionale, decade con la nuova legislatura. L’ok poi è arrivato anche «al fine di garantire continuità nella gestione aziendale». Tenendo inoltre conto che il Piano prevederebbe teoricamente il taglio dei distretti, l’Usl «non ha ritenuto opportuno richiedere alla Regione l’autorizzazione alla copertura di sei strutture complesse, tante quanti sono, a oggi, i Distretti che insistono nel territorio dell’Azienda».  Alla base delle proroghe ci sono infine le verifiche svolte del collegio tecnico di valutazione, che hanno avuto «un esito pienamente positivo».

Usl 2 Alla guida dell’Usl Umbria 2 c’è invece Piero Carsili, arrivato nel dicembre di un anno fa dopo che Massimo De Fino aveva deciso di dimettersi per guidare il polo oncologico della Basilicata. Carsili è facente funzioni e anche l’Usl 2 venerdì ha provveduto a prorogare gli incarichi dei vertici di distretti, dipartimenti, strutture complesse e semplici. Nella seconda Usl umbra l’iter della valutazione non si è concluso per tutti e così si è optato per una proroga in attesa del termine della procedura; proroga che comunque non potrà andare oltre il 28 febbraio e che riguarda oltre 70 figure. 

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