Massimo Braganti

di Daniele Bovi

Non è Roberto Noto, da molti dato come il favorito, ma è sempre una figura che ha avuto modo di lavorare in Umbria, anche se per pochi mesi. Mercoledì la giunta regionale ha nominato Massimo Braganti nuovo direttore della Sanità al posto del dimissionario Claudio Dario. Classe 1958, nato a Sansepolcro, Braganti dal gennaio 2020 è direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, mentre dal luglio al dicembre 2019 l’allora presidente facente funzioni, Fabio Paparelli, lo aveva scelto come commissario dell’Usl 2 dopo lo scoppio di Concorsopoli. In attesa di entrare formalmente in servizio, Braganti arriverà in Umbria già dalla prossima settimana per prendere contatto con la nuova realtà.

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Chi è Braganti «si è laureato in Economia e Commercio – scrive la Regione – all’Università di Firenze per poi acquisire numerosi titoli post laurea e successivamente accumulare una ampia esperienza professionale in campo gestionale sanitario». Prima di essere il commissario all’Usl 2 «ha ricoperto molteplici incarichi tra cui quelli di direttore amministrativo delle Ausl Toscana di Prato, Grosseto e Firenze, della Usl Scandicci, dell’Estav Centro di Firenze, della Usl Toscana Centro (dove è stato anche direttore di dipartimento) e della Azienda Ospedaliera Meyer di Firenze».

La nomina Al vertice della sanità regionale quindi arriva, dopo Dario, una figura proveniente sempre da una Regione governata dalla Lega, in questo caso quella guidata dal neo presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Fedriga. Secondo quanto trapela dalla maggioranza, a sostenere la candidatura di Braganti è stato in particolare l’assessore Luca Coletto, mentre c’è chi avrebbe preferito indicare altre figure (la ternana Daniela Donetti, dg dell’Usl di Viterbo). Di sicuro, già da quando il nome di Braganti è comparso nella lista dei candidati (nella quale c’era anche Joseph Polimeni, attualmente a Pordenone) in Friuli non è mancato chi ha visto la cosa con una certa preoccupazione. Preoccupazioni ribadite anche mercoledì.

Polemiche Il capogruppo pd nel consiglio regionale friulano, Diego Moretti, parla di «pesante tegola» per la «fuga del direttore di Asufc, la più grande azienda territoriale del Friuli». Una «fuga» che «non può essere considerata solamente una questione personale. Il sistema sanitario regionale – aggiunge – è sempre meno attraente nei confronti di professionisti e dirigenti, in un momento in cui non solo bisogna gestire la più grande emergenza mai vissuta dal Fvg ma è necessario organizzare la ripresa post Covid. Il fatto che due dirigenti su tre abbiano tentato la fuga dalla nostra sanità, non è certo un bel segnale». Sempre dai banchi dell’opposizione Simona Liguori sostiene che «la notizia, trapelata nelle ultime ore, ha colto di sorpresa l’intera regione e, specialmente, gli addetti ai lavori». «Quella di Braganti non è una perdita qualunque. Il direttore – aggiunge – molla nel bel mezzo di un’emergenza che non ha precedenti e che richiede il contributo di tutti, specialmente di chi ricopre ruoli strategici».

Zooprofilattico Nel frattempo, e secondo alcuni non è un caso, mercoledì è stato sciolto un altro nodo che per un periodo ha avviluppato un pezzo di maggioranza. Se Braganti viene dato in quota Lega la giunta, d’intesa col presidente delle Marche Francesco Acquaroli, ha indicato Vincenzo Caputo come nuovo direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria-Marche; una figura in quota FdI. Classe 1960, laureato in Medicina veterinaria e già professore al Dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Università di Napoli Federico II, è stato anche «docente – spiega la Regione – di numerosi master presso il Dipartimento di Medicina veterinaria dello stesso Ateneo, nonché direttore dell’area Sanità pubblica veterinaria della Asl 1 Napoli e del Centro di riferimento igiene urbana veterinaria della Regione Campania». Nei mesi passati in pole sembrava esserci Giovanni Filippini, direttore sanitario dell’Istituto; una nomina vista però come troppo in continuità con il passato in particolare da Lega e FdI.

Twitter @DanieleBovi

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