di Daniele Bovi ed Enzo Beretta
Una sorta di “congelamento” in attesa di andare più a fondo. Tra le mura dell’ospedale Santa Maria della misericordia di Perugia i problemi da risolvere sono molti e, da qualche ora, a far discutere è la lettera, inviata lunedì dal direttore sanitario, a proposito del futuro della Breast unit, la struttura (in tutto quattro stanze e otto posti letto) a direzione universitaria dedicata alle donne che si sono operate al seno. Breast unit per la quale, anni addietro, fu ottenuto il bollino rosa.
Breast unit Da venerdì dovrebbe iniziare il trasferimento dell’Oncologia medica dal blocco G a quello M, con contestuale ricollocazione della Breast unit dentro la degenza comune (blocco H); il tutto con l’obiettivo di creare un’area chirurgica dedicata a più specialità e prevedendo comunque «un’area donna» all’interno del reparto. Oltre a ciò la Clinica pediatrica dovrebbe cedere una stanza (ora utilizzata come ambulatorio) per lo spostamento della medicheria di Otorino, ora dentro la degenza comune dove, visto il riassetto, saranno vietati i cosiddetti «appoggi» da altri reparti.
Riallineamento Più d’uno leggendo la lettera è saltato sulla sedia e così, vista la tensione, il Dipartimento di Medicina ha messo diversi paletti ottenendo un incontro che dovrebbe tenersi proprio oggi. Per l’Università la Breast unit deve rimanere dov’è mentre l’Oncologia deve tornare al suo posto; il tutto in un quadro di generale e graduale riallineamento con la situazione pre Covid. Ma non solo. Per l’Ateneo va rimessa pienamente in moto anche l’Ortopedia, che non dovrebbe occuparsi solo dei grandi traumi. Il problema, centrale, è però che in diverse aree mancano Oss e infermieri e quindi, in attesa delle necessarie assunzioni, il Dipartimento sostenendo che nelle strutture più periferiche c’è un sottoutilizzo del personale, quello in eccedenza potrebbe essere concentrato sui Dea di secondo livello, cioè su Perugia e Terni.
La convenzione A far discutere operatori e non solo è però soprattutto il futuro della Breast unit. La riorganizzazione cade infatti nel momento in cui, finalmente, il “romanzo” della convenzione tra Università e Regione pare avviarsi alle ultime pagine; atto che ha al centro in particolare la realizzazione delle aziende integrate. La Regione per risolvere alcuni problemi ha chiesto di presentare le bozze non a metà febbraio ma a marzo, con una conferenza stampa che dovrebbe tenersi a inizio mese. Insomma, dato che il piatto forte è proprio la riorganizzazione dei servizi la questione Breast unit per l’Università si sarebbe potuta affrontare tra qualche settimana.
I problemi Tra le mura dell’ospedale si parla poi, da diverse settimane, anche del fatto che ortopedici e neurochirurghi non possono più contare da gennaio sull’indennità relativa al rischio radiologico, nonché sui 15 giorni di riposo per quello biologico. E poi ancora c’è la chiusura (post Covid) dell’ortopedia programmata, i mancati interventi a Umbertide (oltre 400 quelli previsti all’anno sulla base di un accordo con l’Usl Umbria 1) e le lunghe liste di attesa che portano diversi pazienti a rivolgersi altrove.
Alta tensione In generale va registrata l’alta tensione lungo l’asse tra Regione e Azienda ospedaliera di Perugia. A testimonianza di ciò martedì pomeriggio alcuni sostenevano che il dg Giuseppe De Filippis fosse pronto a rassegnare le dimissioni; gesto che, pare, il dg avrebbe minacciato nei giorni precedenti. Quel che è certo è che il nervosismo c’è, tanto che alcuni tra le mura del Santa Maria ipotizzano anche di un possibile spostamento di De Filippis proprio all’Usl Umbria 1; ipotesi che per ora non trova alcun tipo di riscontro.
Braganti lascia E a proposito di Usl Umbria 1, dopo l’annuncio arrivato nelle scorse settimane, Massimo Braganti ha ufficialmente depositato le proprie dimissioni da direttore dell’Usl Umbria 1. Braganti tornerà in Toscana per diventare dg dell’Estar, l’ente di supporto tecnico amministrativo della sanità toscana che si occupa di acquisti, contratti e forniture per l’intero sistema. Braganti se ne andrà ufficialmente il 27 febbraio e al suo posto, come facente funzioni, ci sarà il direttore amministrativo Enrico Martelli. In tutto, per individuare il successore di Braganti serviranno un paio di mesi.
