La conferenza stampa dell'Idv in Regione

Chiedono interventi da parte della politica per risolvere i problemi della sanità umbra dopo la bufera giudiziaria che ha portato alle dimissioni dell’assessore Vincenzo Riommi, gli esponenti dell’Italia dei valori che hanno tenuto venerdì 27 gennaio una conferenza stampa. Conferenza stampa definita «surreale» dal capogruppo Pdl Raffaele Nevi. Ribeccato poi da Oliviero Dottorini.

Risposta politiche «La vicenda giudiziaria che ha colpito alcuni settori della sanità umbra ha evidenziato dei problemi politici che richiedono risposte politiche, prima fra tutte l’intervento sui criteri di nomina e di valutazione dei direttori delle aziende sanitarie regionali». È questo il motivo per cui il gruppo consiliare dell’Italia dei lavori – hanno spiegato il capogruppo Oliviero Dottorini e il consigliere Paolo Brutti – «è necessario procedere con l’approvazione di una legge, dato che l’Esecutivo regionale non ha concretizzato l’intervento pure aveva promesso».

Più controllo per i burocrati «La legge nazionale in materia – ha spiegato Dottorini – fissa dei requisiti ma la Regione può intervenire per indicare criteri di nomina e di valutazione. Gli obiettivi devono essere assegnati all’inizio dell’anno e i risultati devono essere valutati in modo rigoroso. Va anche prevista la possibilità di revocare il direttore, di coinvolgere le Conferenze dei sindaci e soprattutto il Consiglio regionale. Devono in ogni caso essere evitati il consociativismo e i contatti troppo stretti tra partiti e strutture apicali». Dell’esigenza che la politica e le istituzioni reagiscano allo scandalo scoppiato ha parlato il consigliere Paolo Brutti: «Auspichiamo che la nostra proposta diventi operativa prima del rinnovo dei direttori. Ma se così non fosse deve essere chiaro che la Giunta non può nominare dirigenti delle Asl seguendo lo stesso metodo già visto in passato, che ha prodotto i risultati che abbiamo visto. Questo sarebbe inaccettabile».

SCHEDA: LA PROPOSTA DI LEGGE DEL’IDV

Quattro punti La proposta di legge del gruppo regionale dell’Italia dei valori punta a definire una «politica sanitaria che non sia chiusa e dove prevalgono le pesanti dinamiche della gestione, ma invece in grado di sottoporsi nello spazio pubblico alla verifica dei comportamenti di sistema rispetto agli obiettivi di salute e di gestione». Quattro punti «che tendono a incardinare un vero meccanismo di valutazione del sistema e quindi dei direttori generali e della politica di governo regionale caratterizzano la proposta dell’Idv: gli obiettivi devono obbligatoriamente essere assegnati prima del ciclo di valutazione; devono essere previsti cicli di valutazione per monitorare il percorso di mandato; Conferenze dei sindaci e dell’associazionismo dei consumatori e utenti devono essere coinvolte nelle fasi di programmazione valutazione e riprogrammazione e deve essere riconosciuto il ruolo del Consiglio regionale come effettivo titolare della programmazione; va istituito un soggetto, il nucleo di valutazione regionale del sistema sanitario, anche con competenze esterne e con possibilità, anche ispettive, sulle attività nelle fasi extra valutative».

Limite di mandato a 10 anni L’atto prevede che «le funzioni di direttore generale non possono essere esercitate per un periodo superiore ai dieci anni. Costituiscono comunque causa di risoluzione del contratto, l’insorgenza di un grave disavanzo di esercizio, tale da costituire pregiudizio all’equilibrio economico dell’azienda;il mancato rispetto delle direttive vincolanti emanate dalla Regione; la mancata realizzazione degli obiettivi contenuti negli atti di programmazione regionale, allorché gli stessi prevedano espressamente tale sanzione in caso di inadempienza».

Trasparenza Particolare attenzione viene riservata a «informazione, partecipazione, tutela e trasparenza: un apposito articolo prevede che la Regione Umbria renda pubblici curricula, obiettivi, risultati e valutazioni dei direttori generali di Azienda ospedaliera e di Asl attraverso la creazione di una anagrafe pubblica digitale. Venga creato un sito web ove i cittadini utenti del servizio sanitario nazionale possano esprimere il grado di soddisfazione sugli operatori sanitari delle Aziende sanitarie di riferimento, relativamente a puntualità, reperibilità, disponibilità al dialogo, completezza delle informazioni, organizzazione ed ai medici ospedalieri, relativamente a tempi di attesa e qualità percepita delle prestazioni. Siano individuati specifici strumenti di informazione, di partecipazione e di controllo da parte degli assistiti sulla qualità dei servizi erogati».

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Polemica di Nevi (Pdl) «La conferenza stampa dell’Idv, per sollecitare la discussione di una nuova legge regionale che modifichi i criteri di nomina e revoca dei direttori generali, è surreale perché il consigliere Dottorini è presidente della I Commissione e ad essa compete di discutere le proposte di legge giacenti su questo argomento. Al proposito ricordo che le prime presentate sono quelle del Pdl». E’ il commenti del capogruppo del Pdl Raffaele Nevi ai contenuti della conferenza stampa di stamani dell’Italia dei valori. Secondo Nevi «occorre non fare vuoti appelli, ma procedere e iniziare la discussione in Commissione in tempi immediati. Con l’Idv, il Pdl, l’Udc e la Lega abbiamo anche i numeri per farlo. Nel contempo anche noi chiediamo che la presidente Marini non proceda in assenza di un nuovo quadro normativo». «Siamo comunque felici – conclude – che l’Idv si ricordi di ‘Sanitopoli’, ma sarebbe utile che lo ricordasse alle altre forze politiche della maggioranza, che invece hanno fatto calare il più assoluto silenzio dopo che, a caldo, sembravano tutti d’accordo nel cambiare questi meccanismi per evitare di rivivere quello che abbiamo vissuto».

Controreplica di Dottorini «Almeno informarsi». Laconico il commento del capogruppo dell’Italia dei valori, Oliviero Dottorini, alle affermazioni di Raffaele Nevi. «La I commissione, che presiedo, ha da tempo avviato l’esame delle tre posposte di legge in merito ai criteri di nomina e valutazione dei direttori sanitari. Il 12 gennaio si è tenuta l’audizione pubblica con i soggetti interessati, quindi si è ritenuto opportuno sospendere il tutto per dare la precedenza al Dap e alla sessione di bilancio, un provvedimento preso all’unanimità. Inviterei l’opposizione – conclude Dottorini – a utilizzare meglio il proprio tempo, elaborando seri progetti di riforma anziché sproloquiare a vuoto. Legiferare impegna, lanciare accuse a vanvera non costa nulla».

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