L'aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

Nonostante qualche intoppo sulle coperture finanziarie, la legge che riordina il settore delle sagre (oltre 600 quelle che si tengono ogni anno in Umbria) è stata approvata. Il consiglio regionale infatti ha dato il via libera all’unanimità al disegno di legge della giunta, il quale prevede una nuova disciplina che punta principalmente a recuperare lo spirito originario del termine ‘sagra’ attraverso la garanzia della vera promozione delle tipicità locali, enogastronomiche e culturali, nonché una maggiore tutela per i consumatori. Dal 2015 poi è previsto il logo ‘Sagra tipica dell’Umbria’ e un premio annuale destinato alle tre migliori sagre a giudizio dell’Unpli-Umbria.

Cosa cambia E seppure le feste popolari non potranno contenere riferimenti espliciti a prodotti alimentari, vengono previste le stesse percentuali delle sagre per quanto attiene alla somministrazione dei prodotti indicati nei menù, il cui 60 per cento dovrà provenire da filiera corta a chilometri zero e di qualità. Inoltre, per le sagre, almeno il 60 per cento degli alimenti somministrati dovranno provenire da prodotti inseriti nell’elenco regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali o comunque classificati e riconosciuti come ‘Dop’, ‘Igp’, ‘Doc’ e ‘Docg’ dalla Regione Umbria. Quanto alla durata, sagre e feste non potranno durare più di dieci giorni.

SAGRE, ECCO COSA CAMBIA

Nuovo bando «Con l’approvazione di questa nuova legge – ha detto l’assessore Fabio Paparelli -, unica nel panorama nazionale, abbiamo dato una risposta concreta ed equilibrata alla annosa questione della disciplina delle sagre e delle feste popolari. La Regione si è fatta interprete della necessità di qualificare un settore importante per il turismo e per la storia dell’Umbria recuperandone lo spirito originario, attraverso una legge che è stata approvata in tempo per la nuova stagione 2015». Paparelli ha poi annunciato l’emanazione di un nuovo bando a sostegno del commercio. Sul tavolo ci sono 1,5 milioni di euro per il sostegno alla ristorazione tipica di qualità e per l’innovazione: «er la partecipazione al bando sarà indispensabile offrire wi-fi libero e gratuito per i clienti e un menù di prodotti tipici».

Confcommercio Soddisfazione per l’approvazione della legge arriva anche da Confcommercio, che a lungo l’ha attesa: «È certamente un passo significativo – spiegano i ristoratori in una nota – verso una diversa e più adeguata regolamentazione di un settore che negli anni era cresciuto in modo sfrenato, esercitando di fatto una concorrenza sleale nei confronti di tutte le attività di ristorazione, sottoposte a ben altri obblighi e a ben altra imposizione». Tornando ai lavori in consiglio regionale, in apertura di seduta il presidente Eros Brega ha riferito di una lettera degli uffici tecnici secondo i quali il ddl non ha le necessarie coperture finanziarie. La riunione è stata quindi sospesa e al ritorno in aula è stato spiegato che la legge, discussa nel 2014 mentre l’approvazione è slittata a giovedì, non essendo stato ancora approvato il bilancio di previsione per il nuovo anno non ha le necessarie coperture finanziarie; risorse che verranno trovate con l’approvazione del bilancio 2015.

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