Il futuro del Cori di Passignano, cioè del Centro ospedaliero di riabilitazione intensiva, e della Domus Gratiae di Terni è tutto da scrivere. In consiglio regionale, giovedì, la presidente della Regione Stefania Proietti a proposito del futuro delle due strutture ha parlato di «evoluzioni di assetto», facendo quindi capire che ci saranno dei cambiamenti – al momento non meglio precisati – nel nuovo Piano sociosanitario.
L’interrogazione A presentare l’atto Eleonora Pace (Fdi), Andrea Romizi (Fi) e Donatella Tesei (Lega). I consiglieri hanno chiesto di sapere se le indiscrezioni relative alla chiusura delle due strutture corrispondano al vero e se la «giunta non ritenga opportuno aprire un confronto con i Comuni interessati e con il consiglio regionale», lamentando come la «giunta continua a rimandare le scelte definitive al piano sociosanitario regionale e per il quale alle minoranze non è stata concessa la possibilità di visionarne neanche una bozza». Le opposizioni sostengono poi che «alcuni stakeholder che hanno avuto accesso anticipato alla bozza del piano hanno manifestato grande preoccupazione».
Proietti La presidente Proietti ha ribadito quindi la volontà di puntare sulla partecipazione e ha specificato che «ci sono stakeholder che stanno scrivendo con noi il piano, i professionisti, i rappresentanti dei lavoratori, ma non ci esimeremo certo dal confronto con la minoranza». Poi per quanto riguarda le due strutture ha fatto prima un quadro generale spiegando che «potranno, anzi dovranno certamente subire evoluzioni di assetto nell’ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera territoriale e soprattutto nell’ambito del potenziamento della rete riabilitativa». Ha aggiunto che «allo stato attuale sono in corso valutazioni tecniche, ma l’assetto definitivo che verrà inserito nel piano sociosanitario regionale sarà frutto di un percorso di partecipazione». Proietti parla quindi di evoluzioni delle strutture e spiega che a oggi «non lavorano al 100 per cento del posti letto e non sono attrattive nemmeno per i professionisti».
Terni Per la Domus Gratiae ha sostenuto che «deve essere l’integrazione dei tre stabilimenti, Narni, Amelia, Domus Gratiae, perché questa integrazione è assolutamente necessaria per legge. L’attuale assetto della Domus Gratiae – 32 posti letto di riabilitazione intensiva con un tasso di occupazione medio pari al 50 per cento – non solo non garantisce l’ottimizzazione delle risorse disponibili, ma è ubicata in un locale in locazione che costa 250 mila euro all’anno. È chiaro che dobbiamo trovare per questa struttura una localizzazione che non rappresenti più un costo vivo». La Domus Gratiae, aggiunge, «ospita attualmente anche il servizio di riabilitazione territoriale che opera a copertura del distretto sanitario di Terni e la scelta di integrare la struttura con gli altri stabilimenti nasce dalla necessità di individuare una soluzione più efficace, più efficiente e più sostenibile economicamente, per la riorganizzazione dell’offerta riabilitativa».
Il Cori Per il Cori di Passignano, «la sua attuale funzione risente della difficoltà di gestione delle esigenze assistenziali dei pazienti, nella parziale operatività dei percorsi e nell’uso comune delle risorse. E tale situazione ha inciso anche nel determinare una costante difficoltà di reclutamento, e anche una piena operatività della struttura». Per la struttura la presidente ribadisce che, insieme alle amministrazioni comunali si sta procedendo a definire «la nuova rete riabilitativa regionale nella logica di un efficientamento di una qualificazione della rete anche pensando a una apertura del terzo piano chiuso nei confronti di una struttura che sia anche territoriale». Il Cori, specifica, «oggi continua a lavorare, e noi dobbiamo potenziarlo».
La replica Pace in replica non si è mostrata soddisfatta: «Le notizie date non ci rincuorano, soprattutto perché non c’è chiarezza, si parla di evoluzioni di assetto senza specificare però di che tipo di evoluzioni si tratti. Si continua a parlare di reti, ma non mi pare si stia lavorando per il loro potenziamento».
