di Daniele Bovi
Dopo il polverone, a palazzo dei Priori si lavora per cercare di ‘ammorbidire’ un provvedimento che, sebbene debba essere ancora firmato dal sindaco Andrea Romizi, ha scatenato molte polemiche anche sui social network. Oggetto del contendere è l’ordinanza, o meglio la «comunicazione di avvio del procedimento» con la quale, sull’albo pretorio del Comune, si dà notizia che il sindaco nei prossimi giorni firmerà l’atto con il quale si vieterà, da sei ore prima a tre ore dopo la fine delle partite casalinghe del Perugia, la vendita «per asporto e la somministrazione di bevande con gradazione superiore a 5 gradi», nonché la «vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro e lattine» in un’ampia area che circonda lo stadio. Per chi sgarra, multe da 450 euro. Una misura che in molti hanno definito «anti-Borghetti», tra le bevande preferite dai tifosi biancorossi.
Reiterazione Prima di arrivare alla firma, Romizi e dirigenti da lunedì dopo le polemiche sono al lavoro per provare ad attenuare l’impatto dell’ordinanza. Al provvedimento il sindaco ha accennato lunedì durante la seduta del consiglio comunale dove ha tracciato le linee programmatiche della consiliatura: «Vedo – ha detto – che il tema del giorno è il Caffè Borghetti e che su Facebook si parla di un provvedimento della destra becera e fascista. Voglio far presente che io non ho partecipato alla stesura: sull’albo pretorio mi sono ritrovato un testo che è la reiterazione di una precedente ordinanza fatta dalla precedente amministrazione. Ci vogliono serietà, sia da parte della giunta che dalla struttura amministrativa, trasparenza e partecipazione».
IL TESTO DEL PROVVEDIMENTO E LE VIE COINVOLTE
Caso per caso «Il sindaco – aggiunge poi nel pomeriggio palazzo dei Priori in una nota – valuterà il contenuto di questa misura contemperando gli interessi dei vari soggetti coinvolti. L’ordinanza in ogni caso sarà meno restrittiva di quella del passato, pur tenendo conto delle esigenze di ordine pubblico». A questo punto si aspetta la firma del primo cittadino, fino alla quale nessun divieto entrerà in vigore. Divieto che in teoria scatterebbe già da sabato quando a Perugia arriverà il Catania. Con tutta probabilità, soppesando i vari fattori come la contemporanea presenza del mercato e gli orari e i giorni dei match, di concerto con le forze dell’ordine si valuterà caso per caso.
Camicia Intanto il sindaco viene messo nel mirino sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Il primo a partire all’attacco è il forzista Carmine Camicia che con un’interrogazione chiede a Romizi di ritirare l’atto «in quanto lo stesso – scrive -, in modo ingiustificato essendo molto restrittivo, creerebbe gravi problemi economici alle tante attività commerciali che per riflesso subirebbero gli effetti della suddetta ordinanza». Revocarlo, «significherebbe evitare eventuali contenziosi – aggiunge – con categorie di commerciati, con associazioni e con tantissimi cittadini, in quanto sarebbe l’unica città europea ad adottare delle severe ed ingiustificate restrizioni per un campionato di calcio di serie B».
Mencaroni Il capogruppo del Pd Diego Mencaroni invece ci vede, oltre che un potenziale danno per le attività economiche, anche una «limitazione che colpisce l’immagine di una tifoseria corretta, mai trascinata nelle sporche cronache del tifo violento e distruttivo». «Chiedo al sindaco Romizi – dice – di esplicare il perché di un provvedimento così aspro, non giustificabile, ce lo dice la Cassazione, né dalla semplice ed eventuale richiesta della questura né da generici motivi di contrasto del grave fenomeno della violenza negli stadi».
