di D.B.
Passa indenne per il centrosinistra la giornata segnata dal rinnovo delle presidenze e delle vicepresidenze delle tre commissioni permanenti di palazzo Cesaroni. Gianfranco Chiacchieroni (Pd), è stato rieletto in Seconda, Massimo Buconi (Psi) in Terza mentre Oliviero Dottorini (Idv) viene riconfermato alla guida della Prima. In mattinata il gruppo del Pdl ha reso nota la scelta di optare per la scheda bianca: non si indica apertamente nessuno quindi, ma si rimane dentro gli organi consiliari «solo al fine di consentire – dicono gli esponenti della minoranza – il normale svolgimento della discussione sul bilancio e garantire all’Umbria, responsabilmente, la stabilità economico-finanziaria». Pur apprezzando quindi le aperture arrivate in questi giorni il Pdl attende «fatti concreti che possano far pensare ad una profonda discontinuità rispetto ad un andamento che finora è stato largamente inadeguato a portare l’Umbria fuori dalla crisi». E così, data la rinuncia dell’opposizione, i vicepresidente delle tre commissioni sono Renato Locchi (Prima), Luca Barberini (Seconda) e Andrea Smacchi (Terza).
GLI EX DL E LA VOGLIA DI SILURARE L’IDV
Niente trappolone Dal palazzo viene quindi scacciato lo spettro del trappolone, che in molti vedevano aleggiare sopra la Prima commissione guidata dall’Idv, con lo scopo di far fuori l’Italia dei Valori e aprire così una crepa nella maggioranza. Più che altro, secondo l’interpretazione più accreditata, una battaglia tutta interna al Pd tra l’ala ex Margherita e il resto del gruppo. Dalla tornata di mercoledì così la maggioranza esce salvando le casematte e preparandosi all’approvazione del bilancio e, solo dopo, all’«ampia discussione politico programmatica» promessa dal centrosinistra sulla questione morale e sulle riforme. Alla votazione in Terza commissione non ha invece preso parte l’Udc di Sandra Monacelli che accusa la maggioranza di aver occupato tutto l’occupabile e che secondo l’Udc assomiglia a un «dinosauro: un essere mastodontico dominatore del mondo che – dice Monacelli -, inconsapevole delle mutate condizioni, non è stato in grado di adattarsi ai cambiamenti e per questo condannato all’estinzione».
Scintille Nel corso della votazione in Prima commissione invece non è mancato un accenno polemico da parte del margherito Luca Barberini, il quale dopo aver spiegato di apprezzare la decisione dei capigruppo che punta alla riconferma di tutti, si rivolge a Dottorini chiedendo se «in considerazione delle dichiarazioni rilasciate in aula durante il dibattito sulla rielezione dell’ufficio di presidenza dal capogruppo Idv», lui e il suo partito erano disposti ad «accettare anche il suo voto». Dottorini, confermando la linea sostenuta dal suo gruppo in quella occasione, ha ribadito il «ruolo libero e senza vincolo di mandato» dei consiglieri regionali e allo stesso tempo ha fatto riferimento alla «opportunità che alcune posizioni apicali non vengano ricoperte in certe particolari circostanze».

