C’è «il pericolo di infiltrazioni criminali» nei subappalti del terremoto. Lo segnala Raffaele Cantone, dell’autorità Anticorruzione, segnalandolo alla presidenza del Consiglio, al ministero per le Infrastrutture e alle Regioni interessate di Umbria e Marche. A rivelare la notizia è Repubblica, che in un articolo di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci sottolinea che Umbria e Marche non avrebbero fatto tutto quello che erano chiamate a fare: vigilare, cioè «assicurarsi che gli operai nei cantieri fossero realmente quelli delle aziende appaltatrici. Verificare i contratti di rete stipulati di nascosto tra le ditte, spesso grimaldello occulto usato per far entrare la criminalità».
Caporalato Repubblica ricorda di avere raccontato del ‘caporalato’ esistente nel più grande cantiere di Stato, di operai obbligati a restituire ai caporali una parte del loro salario già minimo, «quasi una sorta di pizzo». Ricorda anche quanto denunciato da Cgil Macerata, ovvero «contratti scritti su fogli A4, tesserini contraffatti» e altre cose simili nei villaggi antisismici per accogliere gli sfollati del terremoto del Cratere tra Umbria e Marche.
In Umbria L’articolo tratteggia il perimetro del ‘grande cantiere di Stato’ anche quando – ricorda – fu proprio l’Anac, l’autorità nazionale Anticorruzione a «mandare la guardia di finanza ad Ancarano e a Campi, dove trovarono la metà degli operai non appartenenti alle ditte a cui dichiaravano di appartenere».
La segnalazione L’autorità, a seguito dei risultati della sua istruttoria, lo scorso 6 febbraio, ha inviato alle istituzioni locali, una richiesta di chiarimenti. In sostanza si è chiesto se per le 3.645 casette richieste è stato fatto tutto come da accordi su controlli e garanzie di legalità. In una nuova comunicazione di Cantone di poche settimane fa, inviata anche alla presidenza del Consiglio, sarebbero contenute – secondo quanto pubblica Repubblica – le controdeduzioni delle Regioni che si sarebbero appellate alle procedure d’urgenza per cui basterebbero le autocertificazioni dei subappaltatori mentre i controlli si sarebbero potuti eseguire successivamente.
L’invito Cantone mette nero su bianco che «le tutele non sono state eseguite». Come scrive che così «si incrementa il pericolo di infiltrazioni criminali». Quindi il suggerimento di «recedere dai contratti di subappalto nei quali sia stata rilevata la presenza di personale in distacco, oppure, in alternativa, estendere i controlli sui requisiti di moralità alle imprese distaccanti». Il quotidiano di Mario Calabresi ricorda che l’Anac sollecita anche nel ruolo di collaboratrice con la Struttura di missione antimafia creata al Viminale, apposta per il sisma.
