La conferenza stampa di questa mattina a Perugia

di Ivano Porfiri e Daniele Bovi

C’è il nome di Margherita Peccati e Daniela Crispolti sulla prima delle quasi 80 pagine nelle quali la giunta regionale ha racchiuso il lavoro svolto nel 2013. Aprendo venerdì a palazzo Donini la tradizionale conferenza stampa di fine anno infatti, la presidente Catiuscia Marini ha voluto ricordare le due impiegate uccise negli uffici del Broletto nel marzo scorso: «È stato – ha detto – il momento emotivamente più difficile che abbiamo vissuto». Al tavolo dell’esecutivo manca anche Franco Tomassoni, l’assessore alla Sanità morto poche settimane fa: «Un protagonista della giunta – ha detto Marini – che manca a tutti. Anche viste queste drammatiche vicende è stato un anno difficile». Un 2013 comunque «molto positivo sul fronte delle politiche sanitarie: essere – spiega Marini – la prima delle tre regioni benchmark per la definizione dei costi standard è il risultato più importante del 2013».

LA RELAZIONE DELLA GIUNTA

Sanità e crisi Poche ore prima, a Roma, dopo una giornata ad alta tensione i presidenti sono riusciti a chiudere l’accordo sul riparto del Fondo sanitario 2013, che garantirà all’Umbria 1,590 miliardi di euro. «Grazie alla quota d’accesso, alla premialità, ai cinque milioni della mobilità internazionali e a quelli della mobilità interregionale avremo qualche risorsa preziosa in più». Il secondo grande capitolo che la presidente affronta è quello di una crisi economica «che non ha precedenti»: 20 mila i cassintegrati umbri, di cui 15 mila in deroga; «18 mila in meno – dice l’assessore allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi – le persone che lavorano rispetto al 2008. Se le sommiamo ai cassintegrati fanno una media cittadina». Risorse fondamentali per combattere la crisi saranno quelle della nuova programmazione europea 2014-2020: «Sarà questo – spiega Marini – il tema centrale dei primi mesi del 2014. Tra gennaio e febbraio definiremo il piano regionale, mentre per quanto riguarda quelle degli anni 2007-2013 le abbiamo utilizzate tutte».

VIDEO – INTERVISTA ALLA PRESIDENTE

Lieve ripresa «Forse – dice Riommi – nel 204 ci sarà una lieve ripresa del Pil anche in Umbria ma devono cambiare le politiche e un certo approccio provinciale: l’Umbria è un pezzo d’Italia. Ma il 2014 sarà anche il punto di massima criticità per il mondo del lavoro». Secondo l’assessore poi con i fondi attuali la regione riuscirà ad arrivare alla fine dell’anno per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga. Il terzo aspetto che la presidente vuole sottolineare, oltre alla rimodulazione delle aliquote Irpef «che poterà vantaggi alle fasce più deboli», è «la difesa di alcuni pilastri della coesione sociale come il welfare, l’istruzione e la cultura». Dopo le sforbiciate operate a livello nazionale sui conti delle Regioni, nel voluminoso dossier della giunta appaiono «i numeri della riorganizzazione». «Si sottolinea sempre – spiega Bracco – della necessità di tagliare ma quasi mai ciò che si è fatto per questo. Noi abbiamo portato avanti un’azione di contenimento e riqualificazione della spesa».

Risparmi Tra i numeri citati, il passaggio dei dirigenti da cento a 75 (effettivi sono 67) che genera risparmi per 500 mila euro, le cosiddette ‘posizioni organizzative’ che passano dalle 92 di febbraio alle 65 attuali. Tagli anche alle consulenze (80%), per l’autoparco (-60% dal 2009) fino ad arrivare agli affitti. Con il trasferimento, che avverrà nei prossimi mesi, degli uffici di palazzo Fioroni la Regione non avrà più sedi in affitto: un’operazione, quest’ultima, che porterà 800 mila euro di risparmi. Dal suo osservatorio l’assessore all’Ambiente Silvano Rometti ha visto nel 2013 «risultati importanti» per quanto riguarda la riduzione della quantità di rifiuti e l’incremento della raccolta differenziata. «Inoltre – dice – abbiamo approvato il Piano energetico, quello dell’aria e in giunta abbiamo già discusso quello dei trasporti».

FI: solo propaganda Parole e numeri nel complesso radicalmente bocciati da Raffaele Nevi, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale: «La conferenza stampa della presidente della Regione – scrive – si è tramutata in uno spot propagandistico che mira solo a nascondere i ritardi spaventosi accumulati da questa giunta su una quantità enorme di riforme annunciate e mai viste». La lista degli «obiettivi mancati» comprende la ridefinizione del piano rifiuti, «l’attuazione – continua – della legge di semplificazione; completo fallimento della riforma endoregionale; privatizzazione di webred e la creazione dell’ennesimo carrozzone pubblico per mantenere il posto agli amici di partito assunti negli anni passati; attuazione della riforma sanitaria (sede Asl 2 ancora ignota, mancata abolizione dei punti nascita e il mancato inizio dei lavori dell’Ospedale Narni/Amelia su tutto); presentazione della legge sugli agriturismo; approvazione del piano zootecnico regionale; riforma dei consorzi di bonifica, e soprattutto, eliminazione della Tassa Tevere-Nera». Di seguito riportiamo la diretta testuale della conferenza stampa con tutti gli interventi.

LA DIRETTA DELLA CONFERENZA STAMPA

Conferenza stampa di fine anno della giunta regionale dell’Umbria. La presidente Catiuscia Marini esordisce ricordando Daniela Crispolti e Margherita Peccati, le due impiegate uccise al Broletto, e l’assessore Franco Tomassoni.

Parla la presidente Catiuscia Marini:

Il 2013 è stato molto positivo nelle difficoltà del momento specie per le politiche sanitarie. Risultati: in porto costi standard, modalità con cui si parte un percorso nuovo che riconosce quelle realtà che con senso del rigore e della responsabilità, riescono a gestire servizio sanitario. Essere prima regione benchmark è un grande risultato. Ieri è stata raggiunta l’intesa sulla distribuzione per il riparto del fondo sanitario 2013. Risultato positivo, pur se il fondo ha segno meno per la prima volta da 30 anni. Tenere sotto controllo la sanità significa tenere sotto controllo i conti.

Il 2013 è stato un anno difficile dal punto di vista sociale. Fatto un lavoro per sostenere le tante persone in difficoltà. Seguiamo le oltre 200 crisi aziendali. Cerchiamo di agire usando le risorse a disposizione, cioè in primis quelli europei, che al 31/12 chiuderemo avendo rispettato gli impegni di spesa.

Abbiamo ritoccato l’Irpef ma facendo gravare gli aumenti non sulle fasce più in difficoltà. Abbiamo cercato di mantenere i livelli dei servizi in Umbria. Abbiamo anche cercato di sostenere le società come Umbria Mobilità pur essendo solo il quarto socio: abbiamo tracciato una strada per il salvataggio. 

Prosegue il lavoro sulle riforme, dopo le comunità montane l’Arusia ecc.. L’ultima tappa riguarda le società dell’Ict, quelle tecnologiche che ci permetterà di chiudere il cerchio sulle partecipate. Abbiamo agito anche nel taglio di costi per la regione: razionalizzato il personale, ridotti i dirigenti, eliminato tutti gli affitti, ad inizio anno saranno completati i trasferimenti negli immobili di proprietà. Da gennaio saremo non più il primo ente per numero di dipendenti, ma il terzo.

Voglio sottolineare anche il profilo etico della Regione: nessuno qui ha sollevato scandali come in altre regioni italiane. Il 2013 è stato anche il primo anno di validazione del bilancio da parte della Corte dei conti, ulteriore certificazione di un bilancio sano. Anche dalla Crte dei conti europei sta per arrivare un referto positivo sulla gestione dei fondi europei da paret nostra.

Il 2014 sarà l’anno di scadenza per molte amministrazioni comunali: 62-63 comuni coinvolti, la stragrande maggioranza della popolazione andrà a votare. Inoltre è in corso la riforma delle Province. In questa fase dovremo spingere verso l’associazionismo tra i Comuni sia per la definizione del ruolo delle Province e le loro competenze. Politicamente ci sentiamo coinvolti in questa fase e, da maggioranza anche politica, sosterremo le amministrazioni locali che devono portare l’Italia fuori dalla crisi perché viviamo una fase mai vissuta. Perciò il giudizio andrà fatta anche rispetto alla straordinarietà del momento. 

L’assessore a Bilancio, Cultura e Turismo Fabrizio Bracco:

Si sottolinea sempre della necessità di tagliare ma quasi mai ciò che si è fatto per questo. Il bilancio è di 2,2 miliardi, di cui 1,6 per la sanità. Noi abbiamo tagliato oltre 300 milioni di euro nel 2013, oltre 400 nel 2014 e anche nel 2015. Sono cifre rilevantissime per noi. C’è un’azione di contenimento e riqualificazione della spesa.

L’assessore a Ambiente, Infrastrutture e Trasporti Silvano Rometti:

Fatto molto, dal Piano energetico, a quello dei Trasporti, a quello della Qualtà dell’aria. Abbiamo ritoccato il quadro normativo, che ci permetterà ora di agire nello specifico. Per i trasporti, con l’azienda unica siamo incappati nel problema laziale. Però siamo arrivati agli obiettivi prefissati: abbiamo rafforzato la compagine con un socio forte. Il rapporto Pendolaria non ci fa sconti ma riconosce che siamo la regione che ha tagliato meno. Sui rifiuti: ridotto volume dei rifiuti, raggiunto il 50% di raccolta differenziata, il Trentino è al 57%. Risultato è disomogeneo e non siamo soddisfatti ancora ma è un buon risultato. Presto affronteremo il tema della chiusura del ciclo. Sulle infrastrutture i cantieri per le grandi opere programmate sono tutti in corso o stanno per partire aiutando il settore edilizio.

La vicepresidente e assessore all’Istruzione e Welfare Carla Casciari:

Riconfermate tutte le voci di bilancio sul sociale, stiamo riprogrammando il nuovo Piano sociale insieme a due percorsi: l’informatizzazione del sistema sociale e definizione degli affidamenti che non si basi solo sul massimo ribasso ma con il coinvolgimento diretto degli attori. E’ cresciuta la povertà che abbiamo cercato di tamponare con il riparto dei fondi ai Comuni, gli interventi alle famiglie vulnerabili. Riconfermato il fondo per la non autosufficienza, applicata per la prima volta la legge sull’invecchiamento attivo. Per l’istruzione abbiamo fatto 31 interventi sull’edilizia scolastica nonostante il governo abbia completamente tagliato queste risorse. Impegno per l’istruzione tecnica e contro l’abbandono scolastico. Concluso il Piano di dimensionamento scolastico con un lavoro complesso sul territorio.

L’assessore all’Agricoltura e Caccia Fernanda Cecchini:

Il 2014 è un anno cruciale perché parte la nuova programmazione comunitaria. Intanto il ministero ci riconosce di aver rispettato gli obiettivi, abbiamo impegnato tutte le risorse per il Psr e pagato il 70% che ci porta ad essere in testa alle regioni con maggiore efficienza. Questo ci premierà nel nuovo riparto delle risorse. Fatto Piano regionale sulla zootecnia e il Piano vino. Entro fine anno trasformeremo definitivamente Umbriaflor. Per la caccia, settore più problematico, orgogliosi di aver redatto un Calendario che non è stato sospeso come in molte altre regioni italiane.

L’assessore alla Casa e Infrastrutture immateriali Stefano Vinti:

Tutto è condizionato dalle politiche di austerità dell’Europa e del governo. In questo quadro la giunta fa del suo meglio. Attivate politiche. Bonus prima casa e le altre iniziative hanno prodotto il 5% del mercato immobiliare umbro. E’ ancora aperto il bando per gli sfratti incolpevoli. Sulle infrastrutture immateriali approvata importante legge che sancisce il diritto a internet per gli umbri. Investimenti per digital divide e per data center. Per la mitigazione del rischio sismico, investito risorse e fatto accordi con i comuni. Finanziate piccole opere per piccoli comuni per rischio idrogeologico. Per la sicurezza dei cantieri legge contro le cadute dall’alto, che sarà dotata presto dei regolamenti. 

L’assessore al Commercio, Sicurezza, Sport e Urbanistica Fabio Paparelli:

Il commercio è uno dei settori più in crisi: si è continuato al sostegno con i bandi Resta e altri e accordi con le banche umbre per l’accesso al credito. Si continuerà l’impegno per i centri commerciali naturali. Sull’agenda digitale proseguiremo con la digitalizzazione del settore della sanità e della pubblica amministrazione, ma anche con gli sportelli Suape per le imprese. Sull’Urbanistica presto presenteremo un Testo unico anche per il rilancio dell’edilizia attraverso la sburocratizzazione. Sulla sicurezza stretto accordo col ministero dell’Interno per lo scambio di dati e i vari Patti per la sicurezza. Per lo sport via a sperimentazione alla promozione nella scuola primaria.

L’assessore allo Sviluppo economico e Personale Vincenzo Riommi:

Mentre viviamo una crisi senza precedenza (18 mila persone in meno che lavorano dal 2008 e 20 mila disoccupati in più) oltre a reggere l’impatto, a gestire gli ammortizzatori sociali (noi sulla cassa in deroga ci arriviamo a fine anno e speriamo di gettare le basi per il 2014), abbiamo messo in piedi anche azioni per lo sviluppo. Attivati 18 interventi di carattere strutturale muovendo quasi 44 milioni di euro stimolando molto di più di investimento privato. E’ il segno di una Regione che sta stimolando una ripartenza. Per l’occupazione nel 2013 mobilitato 3,3 milioni per le work experience, 8 mln per la stabilizzazione di 1.046 lavoratori e altri interventi. Ora attiviamo il Fondo rotativo per il finanziamento dei progetti d’impresa extra bancario tramite Sviluppumbria il che permette di raddoppiare i finanziamenti alle imprese.

Domande:

Che augurio al Pd? Che coalizione alle elezioni?

Marini: «Il Pd ha dimostrato molta vitalità per la partecipazione alle primarie. Renzi si è assunto impegni molto importanti, il Pd ha grande responsabilità. Gli auguro di essere coerente con la sua storia facendo del riformismo spinta dell’azione di governo, che scommette su una coazione basata sulla sinistra e il centrosinistra anche per le amministrazioni locali e su questo baseremo la scommessa per il 2015. Vedo un 2014 con un Pd molto protagonista, spero positivamente in Italia e Umbria».

Usciremo dalla crisi?

Riommi: «Siamo parte d’Italia, stiamo pagando una crisi strutturale per il Paese. Nel 2014 l’Italia avrà una lieve ripresa del Pil, per l’Umbria sarà uguale. Come dice Confindustria, se continuiamo così per tornare ai livelli pre crisi ci vorranno 20 anni. Ci sarà la ripresina, non basta, servono riforme. Attenzione: non vedo una ripresa dell’occupazione perché ci ce la fa si sta attrezzando con meno lavoratori. Il 2014 sarà l’anno peggiore per l’occupazione. Ci sarà quindi la ripresina ma non riguarderà tutti e i giovani rischiano di restare tagliati fuori».

Rifiuti: lo stallo per la chiusura del ciclo riguarda il css nei cementifici?

Rometti: «Lo stallo dipende da punti di vista diversi nella maggioranza e con l’opinione pubblica. Dipende anche dalla scelta di rinunciare all’impianto unico. Ma anche da un quadro normativo in evoluzione. La giunta ne discuterà fin dai prossimi giorni e io spero che la politica europea che si ricicla ma poi si recupera energia da ciò che resta venga applicato anche in Umbria». Marini: «Non è escluso che la normativa spinga anche ad accordi con altre regioni».

I Punti nascita: percorso e tempi?

Marini: «L’Umbria è stata in rado di riorganizzarsi. L’evoluzione sui Punti nascita è fatta con lo spirito di una organizzazione regionale, non per un problema di conti. Vogliamo fare un percorso che spinga a un sistema di punti nascita integrata, che restino negli ospedali dove si fa urgenza. C’è la soglia dei 500 parti che è una normativa nazionale, le aziende dovranno fare una proposta, da qui a giungo prenderemo una decisione».

Sprechi ed enti locali. Le regioni vanno abolite?

«La spesa pubblica regionale è il 22% della spesa pubblica delle amministrazione italiane ma in questi anni hanno contribuito alla riduzione per il 34%. Si sta chiedendo nel risanamento del paese soprattutto a enti locali, regioni e comuni. L’amministrazione centrale cerca di scaricare il risanamento dei conti pubblici più di quanto spendano. Questa ottica la contrastiamo, anche perché negli enti locali si concentrano le risorse per i servizi ai cittadini. Se si spinge ancora, si mette a rischio la tenuta di servizi fondamentali per il cittadino. Però c’è da dire che anche tra di noi non tutti sono uguali: ci sono regioni con buchi nella sanità enormi, c’è chi ha avuto comportamenti eticamente sbagliati perciò mi sono battuta per i costi standard. Ma non si può mettere in discussione il sistema delle autonomie locali, sancito dalla Costituzione. Poi basta schizofrenia: prima tutti per il federalismo, ora si vorrebbero abolire le autonomie. La proposta di Caldoro di abolire le Regioni mi sembra una scorciatoia: casomai serve una capacità di programmazione e di governo. Se poi ci si dice: apriamo una riforma anche delle regioni si può fare, non è un tabù ma dovremo impegnarci più nella crescita che nel sistema istituzionale».

Si chiude la diretta. Più tardi i servizi sugli aspetti specifici trattati

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