di Dan.Bo.
Milioni di euro “spariti” in poche ore per aiutare non le imprese che assumeranno, ma quelle che hanno già assunto. A sollevare il caso, nelle scorse ore, è stato Giuliano Granocchia, candidato alle regionali nella lista del M5S (731 le preferenze raccolte). La misura è contenuta in un bando pubblicato dalla Regione il 14 novembre, cioè pochi giorni prima del voto e la procedura scelta è quella a sportello e non quella che prevede una graduatoria.
A sportello Il meccanismo prevede che le domande siano valutate in ordine di arrivo e la possibilità di presentarle termina con l’esaurimento delle risorse. L’importante è centrare un punteggio minimo; in generale, si tratta di un meccanismo che tende a premiare chi arriva prima e si ricorre a esso quando i fondi sono limitati e quando si prevede un alto numero di partecipanti. Altro punto importante è quello che riguarda i tempi: la procedura a sportello è più rapida rispetto a quella che prevede una graduatoria; in sintesi, non è importante avere un punteggio alto ma essere rapidi.
La ricostruzione Secondo quanto ricostruito il bando per le politiche attive per il lavoro ha previsto l’apertura della piattaforma appena quattro giorni dopo la pubblicazione. «Una cosa – dice Granocchia – mai successa». «Mai – aggiunge poi – si era visto un bando che concede aiuti ad assunzioni fatte nei mesi precedenti alla pubblicazione del bando. E già questo getta sospetti sulla capacità dell’assessore uscente (Michele Fioroni, ndr) di capire cosa sono le politiche attive per il lavoro». Il risultato è che fondi per quattro milioni di euro sono “spariti” nel giro di tre ore.
Le domande Granocchia, non eletto, sottolinea che se fosse entrato a Palazzo Cesaroni il bando sarebbe stato al centro della sua prima interpellanza: «Avrei chiesto di capire – dice – da dove sono partite le centinaia di domande che hanno avuto il finanziamento. Avrei cercato di capire come è possibile che qualcuno in meno di tre giorni abbia avuto la capacità di preparare domande complesse di richieste di aiuti all’occupazione».
Bori A presentare un atto ispettivo sarà Tommaso Bori. Il segretario dem, confermato a Palazzo Cesaroni, parla di uno «strano caso».«Le umbre e gli umbri – scrive -, alla vigilia del voto, hanno dovuto assistere a un tentativo disperato della destra di convincere elettori a votarla, convinta di avere il destino segnato. Il tutto con un bando per aiuti alle imprese che assumono, di dubbio gusto e discutibile sul fronte della regolarità». Bori sottolinea che erano possibili «modalità più consone» e che «le tappe, scandite dalla cronologia dei fatti, non possono non sollevare alcuni dubbi sul colpo di coda che la destra ha provato ad attuare. Stigmatizzando l’atteggiamento sprezzante e incurante di qualsiasi regola e convenzione della destra, battuta nelle urne, non possiamo far sì che quello che hanno fatto passi inosservato».
