Sono ore frenetiche per la formazione delle coalizioni in vista delle elezioni Regionali del 27 ottobre prossimo. Nel centrosinistra, soprattutto, si cerca di trovare una quadra per ricompattare una galassia, sia di partiti che di movimenti civici, che non riesce a trovare la bussola. Il presidente di Confcooperative Andrea Fora prosegue nei suoi incontri e incassa una apertura ‘condizionata’ da tutto il fronte della Sinistra nato nell’incontro di Ponte San Giovanni. Pontieri sono anche al lavoro per cercare un accordo con i civici nati intorno al progetto dell’Umbria dei territori di Stefania Proietti e Floriano Pizzichini. E anche verso il Psi, fortemente critico sui metodi usati e che resta con la carta Luciano Bacchetta.
Sinistra a Fora: sì se coalizione larga Martedì sera Fora ha incontrato una delegazione di “Da Sinistra per l’Umbria del Futuro”, cioè il raggruppamento che, a partire dall’evento di Ponte San Giovanni, sta lavorando per riunire tutte le anime della sinistra. Fra l’altro, poco prima c’era stato un abboccamento anche con L’Altra Umbria, ovvero le civiche di sinistra che hanno aderito al coordinamento con l’Umbria dei territori. Una nota di “Da Sinistra per l’Umbria del Futuro” sottolinea come «sugli aspetti programmatici sui quali è stata trovata una sostanziale condivisione» specie su economia, ambiente, ricostruzione e politiche sociali. Ma a Fora è stata ribadita «con grande forza» la necessità di una «coalizione la più ampia possibile» basata su «innovazione» e «discontinuità delle politiche e delle candidature». Un vero e proprio messaggio del tipo: noi possiamo esserci se si riapre una discussione vera con le forze politiche (a partire dal Pd) e i civici per arrivare a un fronte comune. «Senza tali pre-condizioni – si chiude la nota – “Da Sinistra per l’Umbria del Futuro” si sentirà legittimato a valutare anche altre opzioni».
Ferrucci: «Pericolo balcanizzazione» In mattinata anche Luca Ferrucci, animatore del fronte civico, era tornato a farsi sentire con un lungo post Facebook, che alleghiamo, in cui ribadisce «la mia personale fiducia e stima nei confronti di Andrea Fora, persona onesta e capace, una vera risorsa politica per questo centro-sinistra». Ma paventa anche il rischio di «balcanizzazione» del fronte progressista, «per di più – spiega – senza la capacità di includere, nel dialogo e ancor meno nel progetto politico complessivo, i Cinque Stelle». «L’obiettivo imprescindibile, ossia quello di unire, in una coalizione ampia e inclusiva, alternativa alla destra – aggiunge – tutte le forze politiche e civiche, rischia di non realizzarsi. E questa è una sconfitta per tutti. Voglio sperare che ciascun soggetto politico e civico sappia “vedere” il valore strategico dell’unità, attorno ad un candidato “federatore” (chiunque esso sia), per dare all’Umbria una nuova primavera politica nell’ambito della cultura riformista».
Ex sindaco attacca Strali arrivano invece dall’ex sindaco orvietano Franco Raimondo Barbabella secondo cui «sembra che dalle parti del Pd si sia deciso di perdere, consegnando con ciò la regione, quasi senza combattere, ad una destra che certo non ha meriti. Che cosa significa infatti da parte del Pd aver costruito a tavolino un candidato, averlo incoraggiato ad autocandidarsi come civico, aver tentato con goffe forzature di costruirci intorno alleanze e infine aver sposato ufficialmente quella candidatura che si sapeva fin dall’inizio essere Pd? La risposta non può essere che una, ossia che non si ha il coraggio di affrontare la situazione per quello che è: la fine di un percorso, di un modo di governare e di un modo di fare politica». Per cui si paventa la «possibilità effettiva di una larga coalizione di forze riformatrici, dimostrando così che riprogettare l’Umbria intorno ad un asse diverso».
Centrodestra agitato Intanto, anche nel centrodestra le acque restano piuttosto agitate. In particolare, nella composizione della coalizione. Il deputato di Forza Italia, Raffaele Nevi, parla di «una nuova fase politica». «Il centrodestra – scrive su Facebook – deve capirlo e adattarsi velocemente a questo nuovo scenario. È necessario essere più attenti, ascoltarsi, parlarsi e costruire una coalizione più coesa sui programmi e le idee per il futuro. Dobbiamo declinare il concetto di sovranismo e costruire un nuovo centrodestra dopo la fine del Pdl. Una comune visione – aggiunge – dell’Italia e dell’Europa che vogliamo. Basta guerre o rinvangare ogni giorno storie del passato per denigrare i compagni di viaggio e lucrare qualche voto all’alleato invece che alla sinistra. Dobbiamo allargare e fare sintesi. Mentre qualcuno, come è successo per esempio a Terni, cerca di fare solo gli interessi del suo partito, la sinistra si ricompatta e torna pericolosa. L’Umbria può essere un laboratorio ma serve una leadership all’altezza di questa sfida. Sulla Tesei sono ottimista ma lo vedremo nei fatti nei prossimi giorni. Quello che succederà qui sarà importante anche per l’Italia intera».
