Un momento dell’edizione 2023

di Daniele Bovi

Dopo l’annuncio di un anno fa, arriva l’ufficialità: il Comune dice addio a Perugia 1416, l’associazione che ormai da un decennio organizza la rievocazione storica dedicata a Braccio Fortebracci da Montone. La decisione è stata formalizzata da Palazzo dei Priori con una delibera approvata nei giorni scorsi. L’atto sancisce il recesso formale dell’ente dall’associazione di promozione sociale «Perugia 1416 – Passaggio tra Medioevo e Rinascimento», la cui edizione 2026 si terrà dal 5 al 7 giugno (qui una parte del programma).

Dieci anni di storia Si chiude così un percorso iniziato nel 2016 quando il Comune, con la prima amministrazione di Andrea Romizi, aveva promosso e sostenuto la nascita dell’associazione partecipando come socio fondatore. In questi anni, segnati anche da polemiche e da un lungo dibattito sulla manifestazione, l’amministrazione ne ha accompagnato la crescita, contribuendo sia sul piano organizzativo sia economico, con erogazioni pari a circa 30mila euro l’anno. Già nel maggio di un anno fa, in occasione della presentazione del decennale, il vicesindaco Marco Pierini aveva anticipato l’uscita spiegando che «il decennale è anche il momento per prendere atto dell’impossibilità per il Comune di far parte come socio di Perugia 1416», anche alla luce della natura di associazione di promozione sociale.

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Stop ai contributi La parte economica chiaramente è centrale: sempre un anno fa, Pierini aveva spiegato che il sostegno potrebbe proseguire in altre forme, valutando di volta in volta eventuali contributi sulla base dei progetti presentati, come avviene per le altre associazioni, senza più dunque somme messe preventivamente a bilancio ogni anno. Per la manifestazione si apre quindi una nuova fase, quella in cui passa definitivamente da iniziativa sostenuta e guidata in particolare dall’ente pubblico a evento gestito direttamente dal tessuto associativo, dagli sponsor e dai cittadini.

Il percorso Nella delibera approvata ora, la giunta individua le ragioni del recesso soprattutto nel percorso compiuto dalla manifestazione. Secondo l’amministrazione, gli obiettivi fissati all’inizio sono stati raggiunti, in particolare quello di costruire un «processo partecipativo» e rafforzare il ruolo attivo dei cittadini. Dopo dieci anni, l’evento è considerato ormai strutturato e in grado di proseguire senza la presenza diretta del Comune – che considera esaurita la sua funzione – all’interno dell’associazione. Nel documento viene sottolineato anche il livello di autonomia raggiunto dall’organizzazione: Perugia 1416, ricorda la delibera, è oggi inserita nell’elenco regionale delle rievocazioni storiche, un riconoscimento che – sottolinea Palazzo dei Priori – ne certifica il valore e ne rafforza la legittimità. A questo si aggiunge il ruolo assunto dai cinque Rioni cittadini, che hanno sviluppato «piena autonomia nello svolgimento del ruolo organizzativo senza incertezze».

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