di Ivano Porfiri
Siamo a nove e (forse) ancora non è finita. Si fa affollata la corsa per la poltrona di presidente della Regione Umbria. In vista delle elezioni del prossimo 31 maggio, mentre i “big” proseguono la loro lunga campagna elettorale, sono questi i giorni degli annunci di discesa in campo delle forze minori, di destra, di sinistra, di centro o civiche. Certo, ci sarà da vedere quanti poi riusciranno effettivamente a raccogliere le firme necessarie. Si vedrà, ma intanto vediamo la situazione attuale.
Catiuscia Marini La carrellata parte dalla presidente uscente, Catiuscia Marini. La 47enne tuderte si divide, in questi giorni, tra i residui impegni istituzionali e il tour a caccia di voti in tutta la regione. Nel frattempo, la sua coalizione prende forma e sostanza. Dopo la presentazione della lista del Pd, è stata la volta di quella dei Socialisti. Di qui a breve si scioglieranno i dubbi anche sulla composizione della lista civica, che si chiamerà «Iniziativa per l’Umbria popolare, civica e riformatrice», e su quella della «Sinistra più uguale»in cui sono raggruppate Sinistra per l’Umbria, Sel e le civiche del sindaco di Gubbio Stirati.
Claudio Ricci Il sindaco di Assisi non si ferma mai: anche 3-4 appuntamenti al giorno, su e giù per l’Umbria con la Panda, che ha sostituito il furgone. Nella coalizione che lo sostiene, al momento, sono stati ufficializzati i 20 nomi della lista civica «Ricci Presidente», mentre si lavora ancora a «Umbria Popolare» (che racchiude anche Ncd e parte dell’Udc confluite in Italia Popolare) e «Cambiare in Umbria». Più nebulosa la situazione nei partiti di centrodestra, soprattutto in Forza Italia, che intanto inizia a portare i big nazionali: dopo Alessandra Mussolini, si lavora per far arrivare Silvio Berlusconi il 10 maggio. A giorni anche la lista di Fratelli d’Italia e Lega Nord.
Andrea Liberati Ha iniziato a correre anche il candidato del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati, dopo la clamorosa sostituzione in corsa per la rinuncia di Laura Alunni, vincitrice delle Regionalie. L’ex presidente di Italia Nostra di Terni, con un passato in Regione come assistente di Enrico Melasecche, ha preso a martellare sui temi della questione morale: dopo la manifestazione con i certificati penali sotto alla Regione, battibecco con la Marini su vitalizi e pensioni. Il M5s ha già portato in Umbria due dei suoi leader: prima Di Maio e il 25 aprile Di Battista. Ma l’appuntamento clou sarà il 9 maggio, quando Beppe Grillo farà a piedi il tragitto Perugia-Assisi con la sua Marcia per il reddito di cittadinanza. Prevista anche una manifestazione il 3 maggio alle acciaierie di Terni.
Michele Vecchietti A sinistra è sceso ufficialmente in campo per «L’Altra Umbria» e «Possiamo» il 34enne ternano Michele Vecchietti. Non semplice arrivare alla sua scelta, con il ballottaggio vinto sul giovane operaio Alessandro Placidi. A fianco dell’area Tsipras si schiera anche l’Italia dei valori di Paolo Brutti, rimasta fuori dal centrosinistra. Idv da cui è uscito da tempo Oliviero Dottorini, che ha deciso di non candidarsi alle Regionali.
Amato John De Paulis Tra lotta alle scie chimiche e liberalizzazione di droghe leggere e prostituzione, è scesa ufficialmente in campo anche la squadra di «Alternativa riformista». L’aspeirante presidente è Amato John De Paulis, già candidato in passato al Comune di Perugia. «Siamo lontani da tutti i partiti», ha dichiarato. Tra gli altri punti del programma, l’accorpamento delle due Asl.
Giampiero Prugni Per ora c’è solo l’annuncio, ma non la lista dell’«Italia dei diritti». Un annuncio di fine febbraio in cui il movimento guidato da Antonello De Pierro ha ufficializzato la candidatura dell’imprenditore Giampiero Prugni. Titolare del maglificio Pmb di Ramazzano specializzato nell’alta moda, viene indicato come «la vera e genuina faccia del cambiamento, essendo lontani da logiche propagandistiche e demagogiche o da esercizi retorici».
Simone Di Stefano e Fulvio Carlo Maiorca L’estrema destra sarà presente alle Regionali, pare, addirittura con due candidati. Il primo a uscire allo scoperto è stato Simone Di Stefano, numero due italiano di Casapound. La discesa in campo del 37enne romano è stata conseguente alla rottura con la Lega Nord umbra, definita «poco coraggiosa». Guiderà la lista «Sovranità» con un programma molto sbilanciato sui temi della sicurezza. Nelle ultime ore ha annunciato la sua candidatura a presidente anche l’avvocato perugino Fulvio Carlo Maiorca per «Forza Nuova».
Aurelio Fabiani A sinistra della sinistra, infine, da registrare la candidatura dello spoletino Aurelio Fabiani sostenuto dalla lista «Casa rossa – Partito comunista dei lavoratori». «La sola risposta utile – si spiega nel comunicato di discesa in campo – è quella della lotta unitaria di tutti gli sfruttati; la sola capace di invertire il segno negativo di questi anni e usare le Istituzioni ha senso solo se di esse si fa un mezzo per far crescere il conflitto e arrivare a un superamento drastico dell’attuale stato della società, per rifondarla sul lavoro e sull’uguaglianza reale di tutti i cittadini». Questi gli altri candidati, oltre a Fabiani: Antimiani Simon Luca di Spoleto, Arcangeli Lamberto di Bastia Umbra, Barbuto Antonio di Catanzaro, Besi Raffaella di Roma, Braccianti Massimiliano di Terni, Bocchini Alberto di Spoleto, Costantini Taurino di Terni, Di Carlo Pasquale di Sante Marie (L’Aquila), Felicetti Elena di Pavia, Fossati Elena di Milano, Gagliardi Carla di Perugia, Materni Andrea di Marsciano, Panullo Chiara di Napoli, Pettinacci Simone di Marsciano, Peverini Diego di Terni, Raggi Federica di Fabriano, Renzi Daniele di Terni, Scarficcia Anna Maria di Terni, Soranidis Theanò Maria di Rimini, Vergari Fabio di Gubbio.
